Social skills per introversi: Carisma e Seduzione (il Tatto).

Ieri mi sono focalizzato sul senso dell’olfatto e alcune, non tutte, delle implicazioni che ha in seduzione e carisma, oggi parlerò prima di tutto del tatto iniziando dalla base di ogni rapporto umano, la semplice stretta di mano.
É un’usanza antichissima, anche se in epoca remota era usata tra i soldati in modo leggermente differente, in pratica quasi ad altezza del viso con impugnatura e gomito piegato, per capirsi stile la posa della prova di forza a braccio di ferro.
In effetti in modi più o meno velati quello era, con culture basate sull’esaltazione della forza e della violenza fisica che decideva i destini individuali e collettivi, ogni saluto era una mini battaglia e prova di chi aveva le braccia più forti con i due che spingevano l’uno in direzione contraria all’altro.
Logicamente chi si trovava il proprio braccio in posizione più ribaltata si sentiva sconfitto, mentre l’altro vincitore.
Ma cosa c’entra questa lezione di storia antica con carisma e seduzione, vi chiederete.
Molto semplice, il corpo ed i suoi muscoli con centinaia e migliaia di anni di uso ha memorizzato questo concetto e tende ad applicarlo anche alla sua evoluzione moderna, cioè la stretta di mano:

quando salutate una persona per essere neutrali le mani devono essere entrambe perfettamente verticali, se uno dei due gira la mano forzando per mettere la propria in posizione superiore è come se a braccio di ferro tentasse di buttarvi giù ed è questo che la parte più inconscia e primordiale del cervello percepisce.
Viene considerata come un tentativo di assumere il comando in modo di dominare, ora se questo a volte è chiaro, palese, con persone che proprio girano la mano volendo arrivare quasi ad un orizzontale, con la sua in posizione superiore, altre volte questo è più sottile, con inclinazione di solo pochi gradi, ma la percezione che il cervello, la nostra psiche ne riceve a livello più profondo è la medesima con reazioni che innescano sovente atavici meccanismi di difesa automatici.
Ma come sempre non fidatevi solo delle mie parole, provate, fateci caso ogni volta che date la mano a qualcuno e osservate le reazioni che suscita in voi e che create nell’altra persona, magari cambiando di proposito l’angolazione.
Se è importante anche il fatto se le nostre mani sono diritte oppure no, è capibile facilmente che tutte le altre sensazioni trasmesse non sono da meno per formulare un giudizio, solo per citarne alcune:
forza della stretta, calore della mano, asciutta o sudaticcia, tempo della stretta e movimento impresso ad esse e sua estensione.
La forza è spesso e giustamente associata al meccanismo sopra esposto, non posso tentare di girare la mano dell’altro se non faccio un po’ o anche molta forza con una presa forte e decisa; quindi esagerazioni in tal senso verranno percepite ugualmente come un tentativo di dominare e quindi faranno scattare le difese.
Non so voi, ma personalmente quando uno tenta di stritolarmi senza motivo la mano, già mi perde di grazia, appena ci siamo incontrati e già vuoi fare la gara a chi piscia più lontano, ma cresci per favore…
Stessa situazione negativa viene percepita quando la forza impressa alla mano è vicina o pari a zero, di cosa hai paura, perché non ti esponi francamente, cosa hai da nascondere che non hai il coraggio di stringermi normalmente la mano come tutti.
Questi sono alcuni dei pensieri che vengono in mente all’altra persona se siete uomini dalla mano senza nessuna forza, in più ci sono forti probabilità che la percezione di voi sia quella di esseri subalterni, da dominare già dalla prima interazione.
La mano con le dita in particolare è insieme al nostro organo riproduttivo la parte del corpo con più recettori per cmq ed è in grado di distinguere variazioni infinitesimali che solo attualmente la scienza con i suoi strumenti è stata in grado di riprodurre, quindi qualsiasi minima variazione produce differenti reazioni in noi; una mano gelata o molto calda istintivamente attivano sensazioni diverse, così come una mano sudaticcia è sempre bene non darla mai.
Se avendo a che fare con una donna le parole calda ed umida sono piacevoli ed anzi da ricercare, dando la mano evitate, se sapete che di lì a breve incontrerete delle persone, fate in modo di essere preparati, le mani mollicce non sono una bella sensazione e non raccontano cose buone di voi.
Un passaggio dentro la tasca o ancora meglio in bagno se a portata di piede è consigliabile, soprattutto prima di incontri importanti dove alcuni presi dall’agitazione potrebbero avere questo piccolo inconveniente; ricordarsi sempre che se possibile non far vedere che ci asciughiamo la mano subito prima, forse è un po’ meglio, ma non so di quanto.
Non avrete mai la seconda possibilità di fare una buona prima impressione.
Abbiamo detto quasi tutto, rimane solo la durata e il movimento impresso.
Per il movimento, se non siamo bambini di otto anni che giocano, va benissimo il meno possibile, bastano pochi centimetri per dare l’impressione di movimento e buone sensazioni, non vogliamo costringere l’altro a fare movimenti di braccio che non vuole, mentre per la durata da uno ai tre secondi è più che sufficiente in situazioni normali; se poi siete il presidente che fa le foto per i giornalisti la potete far durare anche cinque minuti, ma quelle sono cose false per una stampa falsa, non interessano noi che parliamo di rapporti umani veri.

Ok, a costo di risultare prolisso, oggi voglio parlare anche di altri tipi di sensazioni tattili, meno comuni, ma possibili e se usati bene possono dare piacevoli risultati.
Inizio subito con una domanda ricevuta qualche giorno fa, il baciamano, logicamente fatto ad una donna, vescovi o padrini mafiosi non sono parte dei miei interessi.
Senza annoiarvi con storia ed origine vi dico che avrebbe due regole principali:
1) è la bocca che va dalla mano e non il contrario
2) al massimo si sfiora la pelle, non si pomicia sbavando il dorso della di lei estremità
Riguardo al primo punto, molte donne capendo gli usi e costumi moderni vi porgeranno la mano ad un livello molto più alto di quanto era qualche secolo fa, ma in caso contrario non spezzategli il braccino per portarlo ai vostri 190 cm , ma cortesemente piegatevi o ancora meglio flettete un ginocchio per arrivare dove è la sua mano.
Il punto due è talmente palese che non ci spreco neanche parola, ricordate solo che lo stesso concetto vale anche per i bacetti sulla guancia che vanno tanto di moda nella movida o nelle serate di cazzeggio in discoteca o simili.
Ricordo solo che una volta era molto più raro e solo con persone tra una buona familiarità e lunga conoscenza fare uso di questo sistema di saluto ora diventato prassi normale ed accettato quasi a tutti i livelli.
Parere personale è una di quelle cose false che vuole dare l’impressione di una socialità ed un’apertura mentale agli sconosciuti anche dove non c’è; in pratica tanta apparenza e poca sostanza, ma questi sono solo mie considerazioni.
Quanti darne, uno due oppure tre?
Questo è e resta un mistero, ogni compagnia o zona, ha le sue diverse e mutevoli regole, in linea di massima se lei non porge l’altra guancia, direi che è meglio smettere, voi che ne dite?
Vi ricordo solo che normalmente per non creare imbarazzanti e magari in qualche caso anche piacevoli errori il primo da dare e ricevere almeno in italia è guancia destra verso guancia destra, in Spagna è prevalente il contrario, gli anglosassoni non lo amano molto ne a deestra ne a sinstra, quindi attenzione, guardate gli altri e cpite gli usi locali se andate in un posto nuovo.
Se non va sbavata la guancia dell’altro/a è vero che soprattutto negli ultimi anni, in particolare tra uomini o con donne che si conoscono da poco o con kg di trucco in faccia è molto usato l’air kiss, cioè un bacio dove il contatto avviene solo tra le guance con o senza schiocco dato in aria.
Questo toglie alcuni imbarazzi di apparire gay tra uomini e consente di non familiarizzare troppo alle donne con individui magari appena conosciuti e che vengono salutati tramite bacetto solo perché amici di amici.
Come detto è molto utile anche con donne super truccate soprattutto con rossetto, salva noi da imbarazzanti impronte di labbra sulle guance e allo stesso tempo salva lei da dover rifare il trucco; a volte nemmeno la gota è bene tocchi con la sua se vedete che si è spalmata mezza tonnellata di terra, fard e quant’altro…
Rimane solo l’abbraccio o hog per gli anglofoni, io lo uso solo in situazioni particolari e con persone con cui ho un rapporto emotivo profondo o almeno sessuale, negli altri casi l’abbraccio che ricordo è una completa e totale invasione reciproca dello spazio personale cerco di evitarlo, e quando incontro qualcuno troppo entusiasta di questa pratica, ma a me non gradito, solitamente un mio solo sguardo è sufficiente a fargli cambiare idea in modo permanente, voi regolatevi come meglio credete secondo i vari casi e predisposizione personale.
Che sia bacetto vero, air kiss o abbraccio più o meno stretto, ricordate che i due spazi personali si sovrappongono decisamente per una buona parte, quindi assume particolarmente valore il post precedente, dove parlavo dell’olfatto e delle sue implicazioni:
Social Skills per Introversi: Carisma e Seduzione…
Per chi non ricorda o non ha tempo e voglia di leggerlo, ricordo qui che è meglio non avere odore che appestare l’aria con un eccesso di profumo.
Quelle esaminate fin qui non sono le uniche interazioni tattili, ma ce ne sono altre che solitamente si usano quando la conoscenza è a livello più avanzato e non le tratterò qui, ma quando parleremo o di seduzione o di come far evolvere una semplice conoscenza in amicizia quando riguarda due persone dello stesso sesso.
Quindi come promesso ieri, abbiamo esaminato oggi un altro senso implicato nello sviluppo del carisma o della seduzione nelle fasi iniziali di un incontro; nel prossimo post faremo un salto di qualità e parleremo della vista, senso che assorbe buona parte ed a a volte tutto il nostro potere decisionale di gradimento istantaneo.

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