Non sei bloccato, non c’è colla da nessuna parte: hai semplicemente paura

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Come la paura del nuovo, dell’incognito tende a bloccarci in varie situazioni

Ah Sergio ti dico, non ne posso più, con la donna è diventata una situazione insostenibile, mi rompe tutto il santo giorno, se continuo così impazzisco.

La frase viene da lo chiamerò Giovanni per privacy, ed all’inizio stò per staccare l’apparato auditivo dalla zona del cervello che deve decifrare le parole, avendo già sentito queste identiche parole centinaia di volte, poi decido invece di ascoltare con ancora più attenzione, identificare le profonde ragioni perchè dice così.
Va avanti per altri dieci minuti buoni dicendomi che tremendo stato di cose vive la sua relazione, poi finalmente si ferma; aspetto un minuto buono e gli dico:
Devi smettere, devi chiudere questa relazione.
Mi guarda come se gli avessi appena detto che sto per piantargli un coltello nello stomaco perchè in realtà sono uno psicopatico in incognito ed ho finalmente deciso di rivelare la mia vera natura al mondo e soprattutto alle sue budella tramite lama ben affilata.
Ma io continuo imperterrito:
hai ripetuto la parola bloccato in varie forme, (incastrato, non ho spazio, non mi posso muovere, non mi sento a mio agio), almeno dieci volte se non più, ma non è quello il tuo problema, nessuno ti lega ti incolla o ti blocca, hai semplicemente paura, si lo ripeto la tua è pura tremenda paura, quindi te lo dico un’altra volta:
chiudi questa relazione!

Giovanni sembra non sentirmi, è già ripartito con la cantilena, non subito, ma forse il prossimo anno, ora abbiamo appena acquistato il televisore a mezzo e poi, se poi non trovo un’altra donna, passati i trenta non è facile ecc. ecc.
Scusa, gli dico con tutta la calma che il mio carattere poco paziente di natura riesce a mettere insieme in così breve tempo, non mi hai appena detto che non è più vivibile questa situazione che c’entra trovarne un’altra, intanto esci da questa situazione dove non stai bene, poi una volta libero penserai a trovare un’altra meglio.
Niente da fare, è lui che ha il cervello staccato, mi dice ancora ed ancora che poi da solo che fa, almeno in due puoi fare questo e quello ed anche quell’altro.
Forse sono io quello strano inizio a chiedermi, e con un ultimo tentativo chiedo:
scusa ma preferisci stare male in due che bene da solo?
Sai com’è, mi risponde, dopo un po’ ti abitui e non ti sembra così brutto, da solo tutto ricade su di te, in due almeno dividi le cose che non vanno e tutto il resto.
Ok, ho raggiunto il limite, non reggo l’ipocrisia, quindi gli dico ok mi sta bene, la scelta in fondo è solo tua, mi sembra strano che tu preferisca una situazione che non va a ricominciare da capo da solo e cercarti una nuova donna con cui magari ti intendi alla perfezione; però fammi un favore, fino a che ti sta bene così smetti di massacrare i miei timpani con lamentele fine a se stesse.
In fondo piangi solo per il gusto di sentire la tua stessa voce, credo sia l’ora di finirla almeno con me, fino a quando sei di questa idea trovati una nuova spalla dove versare le tue lacrime di coccodrillo.

Quante volte vi siete trovati anche voi in questa situazione, a volte interpretando Giovanni che parla, a volte me che ascolto, ma il copione è sempre il solito, tal volta è la relazione, a volte è il lavoro o altro, resta sempre il fatto che non c’è nessuna stringa attaccata, nessuna colla che tenga nessuno attaccato a situazioni negative che sappiamo esserlo se non la nostra stessa paura del cambiamento e delle sue incognite.
La paura di cambiare, di un ignoto che non sappiamo come si presenterà è quella che ci tiene bloccati, che porta molti a restare in situazioni disagevoli, dove la vita scorre male, con insoddisfazione, con un senso di inutilità costante, stiamo come buttando via il nostro tempo a disposizione.
Spesso cadiamo nella più tremenda delle trappole e diciamo dovrei finirla, dovrei cambiare, a fine anno chiudo, il prossimo mese parto di nuovo.
Peccato che il prossimo mese come il domani non arriva vai, scorre sempre un giorno in avanti, il momento di fare le cose è ora, quando avrai ottantanni non rimpiangerai le decisioni prese, ma quelle non fatte, quelle che hai contiunuato a posticipare per giorni mesi ed anni fino ad accorgerti che la vita è volata via e sei sempre li nello stesso identico posto, dove non stai bene, ma da cui non hai il coraggio di uscire.
Alcune volte le paure sono interne a noi, abbiamo paura di ricominciare da capo, di lanciarsi nuovamente sul mercato sia quello delle relazioni che quello del lavoro, altre volte la paura è esterna a noi, temiamo il giudizio della gente, cosa diranno di noi gli amici, i vicini i nostri genitori:
sei forse ammattito, perchè hai lasciato una così bella ragazza, perchè ti sei licenziato dal lavoro tranquillo che avevi, ma che ti è preso, ti ha dato di volta il cervello?
No, pazzo è chi sceglie di rimanere in situazioni in cui è a disagio, la vita è troppo breve per indugiare anni in situazione che ci creano infelicità dentro di noi e di conseguenza anche nel mondo esterno.
Le scuse sentite in questi anni pur di non cambiare a volte hanno dell’incredibile, una delle più usate di frequente nelle coppie è lo faccio per i figli:
lo faccio per il loro bene.
Ops cosa devo sentir dire, non scaricare i tuoi problemi sulle piccole pesti, non c’è peggior ambiente per un bambino che crescere in una casa con genitori che non si sopportano e con l’aria sempre stracarica di tensione, una separazione tra persone civili e gestita intelligentemente è 100 volte meglio per i pargoli e toglie loro dall’ambiente malsano di una casa dove padre e madre si tollerano appena, se va bene.
Chi si assume le proprie responsabilità fa l’esatto contrario, proprio per dare un esempio a mio figlio/a faccio tale scelta, non rimanere mai in una situazione dove non stai bene più del tempo strettamente necessario; i piccoli imparano per imitazione, quindi diamogli modelli buoni, che possono aituarli a vivere una migliore vita.

Anche io come tutti o quasi mi sono trovato talvolta ad interpretare Giovanni, rimandando scelte da fare rimanendo in situazioni pesanti, in situazioni lavorative con stimoli ridotti a zero ed ogni volta guardandosi indietro l’unica cosa di cui mi pento è sempre di non aver troncato prima, cioè quasi subito.
Al momento che i dubbi diventano certezza e realizziamo per la prima volta che non siamo più soddisfatti è inutile indugiare troppo tempo, i cocci rotti non si rimettono insieme, anche se incollati insieme non saranno più la stessa cosa.
Non avere rimpianti, meglio 10 fallimenti in più che il rimorso di non avere tentato, è provando e lanciandosi in cose nuove, relazioni, lavoro progetti che arricchiamo la nostra vita, non sedendoci ed adattandoci a situazioni che odiamo.

Non avere paura, nessuno ti blocca se non te stesso.

Sergio
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fireofman@fireofman.com

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