Nato a Champs sur le Bisençe: Seduttore senza tempo

Un Dandy, un Seduttore con l’arte della parola: Carlo Monni

Credo non ci sia uno tra voi che non conosce il comico, o meglio ex comico Roberto Benigni, anche io come tutti, ho fatto le mie belle risate ascoltando alcuni dei suoi primi monologhi, ma ultimamente mi è cascato notevolmente di grazia, anzi, quasi non lo reggo più.
Il primo segno di ciò, quando dopo aver detto peste e corna per anni della chiesa, dei suoi mali, nonché dei danni che ha prodotto all’umanità e continua a fare in particolare per una libera visione della donna e della sessualità in generale, ecco che improvvisamente si sposa in chiesa:
Addirittura potrei riscrivere un famoso passo del vangelo in questo modo:
Prima che il prete benedica e che Benigni si sposa in chiesa al nostro Sergio le palle cadranno in terra e rimbalzeranno tre volte.
sperando che tale affermazione superi in lettori e conoscenza nel mondo quella di Pietro e del gallo, chiudo qui con l’ex-comico perché anche troppo spazio gli viene dedicato ovunque, per ogni scureggina rivestita che ogni tanto gli parte incontrollata.

Quello che mi interessa dire oggi, farvi partecipi, è un’altra persona assai meno famosa e purtroppo scomparsa che aveva una completa e differente caratura morale, un comico, ma meglio dire un Seduttore che usava anche le parole, l’ironia e la tradizione migliore toscana senza ricorrere troppo a merda culo, nonché facili battute e risate, come altri di cui evito di rifare il nome.

Già uno che si definisce nato a Champs sur le Bisençe (tradotto Campi Bisenzio) è immediatamente nelle mie grazie, non solo perché amo la musicalità del francese, ma ricorda e riecheggia in me il grande Seduttore quando si definiva Giacomo Casanova Cavaliere de Seingalt.
L’uso raffinato, colto ma non pedante, ironico ma non becero e villano delle parole, è forse l’arma più potente di seduzione a nostra disposizione, l’unica che attrae davvero a noi e su cui possiamo ‘dire la nostra’, nel senso:
più o meno belli si nasce, anche se non conta molto, con soldi e potere si attrae tipi di donna che c’interessano meno, mentre con l’arte oratoria, con la dialettica, con la gioia che possiamo dare ad una giovane fanciulla che ci sta tutta presa ad ascoltare, il merito sarà solo ed esclusivamente nostro; quale soddisfazione immensa!

Ancora non vi ho detto il nome di chi sto parlando, ve lo dico subito:
Carlo Monni nato a Champs sur le Bisençe il 23 Ottobre 1943
Morto all’età di 69 anni(già il numero la dice lunga…) il 19 Maggio 2013
Il corriere fiorentino lo ricorda così:
lo scorso anno ha anche tenuto una rilettura del Garga, altro personaggio della vecchia Firenze che non c’è più e che come lui amava il cibo, il vino, le donne e la poesia.
Odiava la televisione e famoso è il suo rifiuto a partecipare ad Indietro tutta con Arbore, al contrario di altri che per leggere qualche strofa di Dante(che la sappiamo leggere anche da noi) prende assegni da un paio di centomila euro, rifiutando così soldi facili per un amore del teatro e soprattutto di un’interazione vera con la gente, nel palco, come in strada come al bar, sempre la stessa persona, nessuna recita:
Un Seduttore che ha un’unica faccia, non ha paura di mostrarla e per questo ha Carisma da vendere.

Ci dice in questa intervista(tagliare gli ultimi secondi, spot politico non so di chi):
La toscana che voglio

Ci sono i dandy contemporanei come me che cercano di acchiappare qualche pulzella…
Cosa dire, sono mosso, commosso dalle sue parole, un’età diciamo ragguardevole ed il suo pensiero è lì, bere, le serate, gli amici e soprattutto, sempre ed immancabilmente le donne:
esempio fulgido che il Seduttore non ha età, quando lo è dentro la sua natura lo farà seduttore, seducente e quindi in grado di attirare a se indipendentemente dagli anni che passano, ma che in lui(il seduttore) invece che danneggiarlo, come la massa, gli stolti che si autolimitano, lo arricchiscono, lo fanno migliore come il buon vino di qualità di cui la terra da cui proveniva ne è ricco in numero e quantità.

Certo sono un po’ di parte, appartengo per tradizione e lunga permanenza (i miei avi è dal 1300 che abitano nel raggio di 30 km) a questa terra dall’aria sottile, come la definisce il Monni citando nientemeno che Leonardo da Vinci mentre si sta sorseggiando un Gin tonic e ci parla sognando delle veglie con il vino cotto con le spezie e le signore da guardare e sedurre; un uomo di altri tempi e di nessun tempo!

Ci dice ancora il grande Carlo Monni mentre racconta la gestazione di “Non ci resta che piangere” dove lui interpretava l’indimenticabile Vitellozzo:
Sfido qualsiasi contemporaneo della mia generazione che non si è fatto 3-400 seghe per Stefania Sandrelli
Il sesso, il culto della bellezza, nonché nessuna vergogna a dire, ad esternare pubblicamente i propri desideri, a volte anche imbarazzanti ma veri.
Questo funziona con le donne, il non vergognarsi di volere il sesso e solo quello, se una ci tira per quel motivo perché non dirlo:
può produrre risultati meravigliosi ed inaspettati, nessuna remora, non ci vergogniamo di essere maschiosessule, molto meglio che maschiopentiti e di sicuro ci farà avere di più e soprattutto migliori quasi animalesche scopate; ma il sesso è e resta animale, è la cosa più vicina alla natura che ci è rimasta in quest’epoca di finzioni e di seghe online davanti allo schermo di un computer.

Capelli lunghi con qualche zona vuota, spesso la barba ed un immensa conoscenza della lingua, non solo toscana; amava il teatro ed il teatro amava lui e gli è riconoscente:
a Champs sur le Bisençe ad un anno dalla sua morte ha preso il nome di Teatrodante Carlo Monni, ma se volete davvero ricordarlo, onorare la sua memoria che fa parte di una lunga tradizione di liberi pensatori e Seduttori, pensate a lui per un breve momento quando bevete un buon bicchiere in compagnia di una dolce pulzella, o mentre vegliate parlando( prima di fare altro) con lei praticando l’antica arte della seduzione; niente lo farà più felice!

Chiudo con la frase con cui risponde al divieto di bere in pubblico, commentando che mangiare senza bere del vino è:
come andà al casino e non trombare

P.S.
Casaglieri suo amico ed agente che su di lui ha scritto il libro “Carlo Monni, infinito ed Imperfetto” ci dice:
“Carlo non ha lasciato nulla di scritto, come Socrate, come Gesù. Non si è nemmeno mai iscritto alla SIAE, perdendo tutti quei soldi che gli sarebbero toccati per tutte le cose che ha composto, inventato, recitato.”
Che lezione per chi fa finta di insegnarci Dante e si prende assegni giganteschi…
E continua dicendo:
ho istituito anche una borsa di studio, riservate ad un paio di studenti, o meglio studentesse…

Non resisto e vi metto un paio di frasi ancora dal repertorio-comandamenti del Monni:
essere creduto ubriaco in più di un’occasione e non esserlo mai se non d’amore
non aver mai bevuto Coca-Cola se non una volta da ragazzo mischiata al rum

Sergio
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