Le 3 componenti chiave del Carisma

Presenza, potere e calore umano(empatia), le basi da cui partire

Nei passati mesi abbiamo esplorato varie caratteristiche che rendono la nostra personcina più dotata di carisma, abbiamo visto quali sono le parole da evitare, come le storie, le metafore, la ripetizione di liste e concetti, le nostre convinzioni morali e tante altre piccole cose, siano alla base del trasmettere un immagine di noi coerente con quello che sentiamo di avere, ma a volte non riusciamo a comunicare in pieno.

Componenti chiave del Carisma

Seppur le strategie con cui attuare questo siano praticamente infinite, come senza fine sono le varie sfumature di personalità che ognuno di noi può avere, possiamo ridurre il tutto a tre caratteristiche principali che useremo nelle differenti situazioni:

Presenza

Potere

Empatia

Oggi ti voglio parlare in special modo della presenza:
nel Gennaio del 1979 Prince dopo essersi esibito in un piccolo teatro di provincia, vide i manager della Warner che vedevano in lui un potenziale per musiche e testi, andare via scuotendo sconsolati la testa:
carisma zero, presenza scenica, tenuta del palco e risposta del pubblico sottozero; un vero e proprio disastro.
Non andrà meglio neanche dopo pochi mesi, quando per quella che qualcuno definirebbe la classica “botta di culo” ha il privilegio di fare da ‘open’ per il tour di Rick James che più tardi dirà:
“I felt sorry for him…”

Passa solo un anno e Prince è in grado di far ondeggiare la folla con solo una finta del bacino, ecco cosa scrive un sito a caso su di lui:

His provocative performances, erotic lyrics and mesmerising charisma made Prince pop’s tiniest sex god”

Come è potuto passare da sfigato del palcoscenico a carismatico mesmerizzatore delle folle?
Quali sono stati i passi che ha intrapreso, le strategie alla base di questa immensa trasformazione che l’hanno portato tra l’altro a scoparsi alcune delle donne più belle del mondo in quegli anni?

a) Ha capito di avere un problema

b) Ha lavorato per eliminare il problema

Abbandoniamo Prince e la sua presenza sul palcoscenico e vediamo come aumentare la nostra Presenza, come fare in modo che gli altri riconoscano il nostro essere qualcosa in più rispetto alla persona media:
bisogna focalizzare la nostra completa attenzione sulla persona con cui stiamo parlando.
Per parlando, intendo che l’altra persona parla e noi ascoltiamo, lo facciamo non interrompendo il discorso, cercando di capire cosa dice veramente ed evitando di fare qualsiasi cosa che segnali il nostro disinteresse.
Non importa se siamo in grado di ascoltare perfettamente anche giocherellando con il telefono o contando le sigarette rimaste, ciò che importa è la percezione che avrà di noi l’altra persona, tutto il resto sono chiacchiere.

Se lui è così interessato a ciò che dico deve essere una persona super intelligente e favolosa!

Data la più o meno natura egoista e narcisistica di tutta l’umanità, quando il nostro interlocutore vedrà che siamo interessati davvero a quello che ci vuole dire e alla fine trasmettere, succede una cosa bellissima:
una persona(io o tu) che è interessata e che non si distrae mentre l’altro parla, anzi fa domande pertinenti, si complimenta apprezza ciò che dice, automaticamente saliamo di valore ai suoi occhi:
in fondo se siamo così affascinati dalla miglior persona del mondo, siamo ottime persone anche noi.
Tutti vogliono essere unici, essere sentiti, capiti, apprezzati per ciò che sono e che dicono:
in una società che ha perso in buona misura la sua capacità di focalizzarsi su una singola cosa oltre i nove secondi; io che ti ascolto, non rispondo alle chat del telefono, che anzi è silenzioso o spento nella mia tasca, immediatamente mi elevo tra la folla.
Detto in parole povere:
nessuno in conversazione con te ti definirà mai stupido se sei genuinamente interessato a ciò che lui dice, altrimenti sarebbe come darsi la zappa sui piedi da solo.

 

Componenti chiave del Carisma

Il grande segreto del Carisma nelle relazioni interpersonali, non è dimostrare quanto siamo superman noi, ma far sentire bene l’altro rispetto a se stesso:
ognuno nel mondo è bisognoso di attenzione, di essere compreso ed apprezzato.
Fallo e le persone te ne saranno grate valutandoti come una persona intelligente, empatica ecc…
Anche se non hai detto più di dieci parole in mezzora!

L’attenzione ai nostri comportamenti e segnali di disinteresse più o meno palesi che potrebbero farci percepire come non attenti, sono da ricercare e capire prima, nonché da correggere ed eliminare con il passare del tempo.
Essere qui ed ora è fondamentale, come lo è fare contatto oculare durante la conversazione più eliminare tutte le micro-espressioni che ci tradiscono; come fare:
prima comandando la nostra mente a prestare attenzione, due eliminando alla fonte la distrazione, facendo diventare vero l’interesse per chi è di fronte a noi.

Vi dico il segreto per riconoscere i falsi sorrisi da quelli veri:
quelli falsi sono immediati e si applicano a tutta l’espressione facciale in un nanosecondo.
Quelli veri hanno bisogno di tempo:
la mente ha bisogno di riconoscere chi ha davanti, valutare se lo vede con piacere e solo dopo inizia il sorriso che pian piano si estende come un sole che nasce all’alba a tutta la nostra (bella)faccia.

Quello che vale per sorridere vale anche per rispondere e discutere di quello che avete ascoltato:
se ancora l’ultima sillaba non è stata pronunciata ed io già parto in quarta con la mia risposta, il mio punto di vista, vuol semplicemente dire che non sono stato attento prima.
Quindi mai interrompere, aspettare che l’altro/a abbia finito, prendersi pochi secondi di tempo per valutare cosa ci è stato detto e solo allora rispondere con le nostre argomentazioni o complimentarsi per un particolare di quanto detto o se è il caso facendo una meditata domanda, meglio se aperta, che sottolinei il nostro partecipare a cosa ci viene illustrato.

L’attenzione quando è completa, non divisa tra mille cose, viene percepita a livello profondo dalle persone, le quali ce ne saranno grate riconoscendo che siamo qualcosa di speciale.

Quindi ricapitolando:

  • contatto oculare,

  • non interrompere,

  • prendersi un attimo di pausa prima di risponder,

  • essere in uno stato mentale che fa capire a chi ci parla come il resto del mondo potrebbe anche esplodere che noi ce ne accorgeremo solo dopo che lei/lui ha finito di parlare.

Non è obbligatorio parlare ore con la stessa persona, meglio 20 minuti veri dove abbiamo orecchie solo per cosa ci viene detto che 3 ore passate a guardarsi intorno, vedere i video deficienti sul telefono che qualcuno ha condiviso ecc…

Una delle parole più in voga del momento è il networking, cioè conoscere più persone possibile perché questo aumenta le nostre possibilità di successo in praticamente tutti i campi della vita.
Io dico che senza un metodo per lasciare di noi un’immagine in linea con quello che desideriamo, non solo potrebbe servire a poco, ma potrebbe addirittura recarci danno conoscere tanto gente.

Nei prossimi articoli vedrò il ruolo del potere e dell’empatia.
Ricordo per chi mi segue in modo saltuario che nei limiti del possibile riesco a fare tre post a settimana:
Martedì
Giovedì
Domenica
sempre entro le ore 21; poi a volte ho più tempo libero e pubblico anche post negli altri giorni, ma succede solo… quando succede!

Sergio
sergio@fireofman.com
oppure:
fireofman@fireofman.com

Fonti:
Racconto di Prince e sua storia, nata grazie alla lettura su Forbes di questo articolo:
Improve your Charisma…

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