La Moda è di tutti lo Stile è di tanti, la Classe è di Pochi. H. Bogart

Tra le belle frasi, questa di Humphrey Bogart è particolarmente riuscita,  vero che la moda è di tutti, basta pagare il prezzo e sei all’ultimo grido(di orrore a volte); lo stile di tanti, ma è già meno diffuso e può in certa misura distinguerci; ma la Classe, ah la classe è di pochi e si riconosce immediatamente!

La moda, l’industria del Fashion è una delle più grandi al mondo con guadagni spaventosi, dato che produrre nei paesi sottosviluppati e vendere poi a carissimo prezzo in quelli occidentali rende un bel po’.

La Moda è di Tutti!

L’uomo dotato di pensiero indipendente, colui che si distingue positivamente non segue mai la moda, non fosse altro perché è sempre in ritardo sui tempi, salvo in qualche misura quando è creata ad arte, imposta dall’industria stessa del fashion.

Gli stilisti, le grandi case hanno continuamente delle persone in giro nelle grandi città, negli ambienti giovanili a più alto tasso di innovazione sperimentazione con i propri abiti:

in pratica tra chi cerca di distinguersi dagli altri con i propri vestiti.

Quello che nasce come ribellione di pochi, un diversificarsi viene identificato da questi cacciatori di Trend e passate le informazioni alle case di moda, ai loro stilisti.

Il messaggio di ribellione sociale, quando c’è viene normalizzato, attenuato diventando icona di moda senza la forza originaria:

quindi abbiamo slogan punk su magliette ed abiti indossati da persone che un centro sociale pensano sia dove gli anziani si ritrovano a giocare a carte.

All’inizio sono solo piccole incursioni, delle prove di vendita, l’inserimento delle nuove sub culture nella moda, ma come scoprono che vengono apprezzate e recepite con acquisti, le case lanciano intere collezioni su quel filone da sfruttare.

Probabile che nel frattempo il gruppo originario da cui è hanno copiato i particolari identificativi abbia già cambiato modelli:

quando non lo avesse ancora fatto, lo farà appena si accorgerà di essere diventato fenomeno di massa.

Per questo suo copiare fenomeni già in essere e i tempi di produzione di massa che seppur brevi sempre ci sono, la moda arriva a sancire un qualcosa che già c’è.

Per usare un termine comune nelle borse azionarie funziona così:

“Una notizia che sanno tutti è già vecchia, superata”.

Lo stesso per la Moda, quando tutti indossano la stessa cosa è già fuori moda.

Il paradosso è che le persone vorrebbero distinguersi con la moda, ma La Moda è di tutti, quindi seguirla non può fare altro che omologarti al flusso comune.

La Moda è sempre in Ritardo o ci sono delle eccezioni?

Normalmente è in ritardo, le culture, sub-culture ed i movimenti sono cose vive, vibranti di energia costituite da persone che sperimentano, la moda è fatta da stilisti e contabili con budget, target clientela, mercati da aggredire o da mantenere, in pratica decisioni prese a tavolino da chi comanda di più.

Vi è qualche piccola eccezione:

a volte qualche taglia e cuci detto stilista creativo, mangia troppo, beve ancora di più, senza considerare varie sostanze illegali e quindi ha delle visioni oltre al sonno agitato dall’avere mangiato troppo.

Gli viene quindi rivelato nel sogno o tramite grossi e ripetuti tiri del camulet della pace cosa andrà nella prossima stagione primavera-estate-autunno-inverno.

Decide quindi di creare la sua collezione copiando quello che Manitù e i peperoni alla griglia un po’ troppo pesanti gli hanno rivelato durante il turbato sonno.

Se ha successo è arrivato prima di tutti e ha creato qualcosa di nuovo in anticipo, se non lo ha oltre a cercarsi un buon gastroenterologo per i bruciori allo stomaco è meglio si cerchi un altro lavoro più adatto a lui(tipo spaccare i sassi con la capoccia).

 

Lo stile è di tanti.

Vero che lo stile è di tanti e che vi sono un’infinità di diversi stili, ma molti sono anonimi, che non dicono e comunicano niente di come siamo o di come vogliamo essere.

Molte volte si copia soltanto, piace come è vestito quello e si cerca di rubargli lo stile:

niente di più sbagliato, quello stile va bene per lui, con il suo modo di fare, la sua vita e le sue storie.

Non puoi prendere e trasferirlo su di te come fosse qualcosa che s’indossa soltanto.

Piace come è vestito quell’attore in quel film dove tutte gli cadono ai piedi e quindi si vuole replicare il suo stile, non sapendo o non pensando che ciò non è possibile.

Certo che puoi comprare gli occhiali come i suoi, il giacchetto, la maglia, pantaloni e scarpe, ma allora non è più stile, stai semplicemente seguendo una moda che ha lanciato quel film con quell’attore.

Nel film il personaggio rappresentato ha una sua particolare storia, detta o lasciata supporre:

il suo stile rappresenta al meglio gli sforzi della produzione di rendere visivamente con il Look la personalità del protagonista.

Io, tu, noi non abbiamo tale background, sarebbe ridicolo atteggiarsi e vestirsi a 007 quando sai solo parlare in dialetto stretto, non hai vestiti fatti su misura e non hai qualcheduno che paga le enormi fatture che lasci in giro per i grandi alberghi…

Non basta ordinare martini stirred not shaken per avere il sex appeal di James Bond…

Lo stesso vale per chi imita Jhonny Deep od altri sulla cresta dell’onda, mettersi gli stessi suoi abiti non ti farà diventare superfigo che tutte ti vogliono scopare all’istante.

Lo stile è di tanti, ma fotocopiare quello di altre persone o personaggi non ci rende più fighi, ma solitamente ridicoli.

Molto meglio scegliere stili impersonali, classici, non collegati direttamente ad una singola persona, ma ad un particolare modo di vestire che usano in diversi.

Facciamo l’esempio sul vestire classico con camicia giacca e cravatta(che io non faccio mai), omologandosi praticamente ad un modello di stile molto diffuso.

Vero che ricalchiamo modelli condivisi da molte persone, ma proprio per questo possiamo ritoccare lo stile leggermente inserendo dei nostri particolari unici ed inimitabili.

Siamo partiti da un modello comune e lo abbiamo fatto diventare particolare, solo nostro, che può in una certa misura distinguerci dalla massa omologata e quindi attirare anche qualche donna.

La Classe è di pochi uomini

C’è chi pensa che la classe sia una qualità innata, chi crede che neanche esiste perché non riesce a comprenderla e chi invece semplicemente ce l’ha, del resto se la classe è di pochi, non può essere diversamente….

Cosa vuol dire avere classe, vestirsi con classe, in un periodo storico che ama la volgarità ed il Kitsch?

Abbiamo detto che la moda è di tutti, lo stile è di tanti ma non alla portata di tutti, ma come si veste una persona che ha classe, che si differenzia dal resto perché risulta di tutta un’altra più elevata categoria.

Chi ha classe sposta il punto focale da cosa si mette, cioè i vestiti, verso di se, alla sua persona.

Non importa cosa mette, risulterà sempre bene, ha un occhio particolare, differente che gli permette di avere classe ed eleganza da vendere in ogni situazione e/o ambiente…

Puntare il dito verso di se, verso le proprie particolarità, unicità, punti forti, ma anche deboli e difetti è cosa dura a farsi; per questo saranno sempre rari gli uomini che hanno il coraggio di farlo, per questo:

La Classe è di Pochi

e sempre lo rimarrà!

Così dice Humprey Bogart!

Sergio

sergio@fireofman.com

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