Introversi ed estroversi: Come controllare il body language

Non puoi controllare le microespressioni

Olivia Fox Cabane autrice di “The charisma mith” parla di soli 17 millisecondi necessari all’altra persona per beccarci ed individuare che ci stiamo annoiando, facciamo finta di ascoltare e tante altre belle(brutte) cose ancora che ci possono sfuggire inconsapevolmente durante una conversazione che proprio non riesce a prenderci totalmente.
Già, proprio così, ed io che pensavo di farla franca ogni volta…
L’autrice spiega come è impossibile avere continuamente sotto controllo centinaia se non migliaia di muscoli facciali e non, che possono si essere comandati volontariamente, ma solitamente lavorano tranquillamente senza che noi dobbiamo prenderci la briga di tenerli a bada continuamente, portando la percezione di essi a livello cosciente.

Provate ad essere contemporaneamente coscienti di quanto sono aperti i vostri occhi, dove è la vostra lingua, tocca o no il palato, la bocca è aperta, chiusa, fa forse smorfie o sorride, la vostra fronte è completamente rilassata oppure no, avete appena sbattuto le palpebre o no.
Sicuramente già alla terza dell’elenco avete perso consapevolezza del primo punto letto e quindi notato pochi secondi prima; figuriamoci man di mano che l’elenco va avanti, mentre la conversazione che state ascoltando dura più di qualche minuto.
Semplicemente impossibile essere coscienti di tutta la nostra microespressività facciale (volendo poi c’è anche il resto del corpo da controllare).
Diciasette millisecondi sono veramente pochi, sono la sessantasima parte circa di un secondo(58,82352 per i precisini), eppure bastano a chiunque per cogliervi in fallo, indipendentemente da quanto fate finta di ascoltare, divertirvi o essere d’accordo, quando le sensazioni da voi provate sono l’esatto contrario, dovete ricordare che la vostra mimica lo svelerà.
I vostri occhi tenteranno ogni pochi secondi di spostare la loro attenzione verso il resto dell’ambiente, la noia aumenta e zac vi tradite!

Ma Sergio, davvero non si può fare niente?
Non hai una via di uscita da questa situazione?
Ci vorrebbe qualcosa a cui aggrapparsi, un’ancora di salvezza.
Alcuni dicono di essere genuinamente e sinceramente affascinati dalla persona che stiamo ascoltando e veramente interessati a ciò che dice.
Wow hanno scoperto l’acqua calda!
Se mi viene da sbadigliare, non mi interessa ciò che dice e vorrei solo andarmene, non è così facile essere ‘sinceramente’ presi ed attenti.
Torna al presente, non sognare, interrompi per un attimo la tua onnipresente ed onniparlante vocina interna che ti distrae dall’ascoltare.
Cè un detto che recita:
Se stai parlando non stai imparando; ed io aggiungo neanche ascoltando.
Non importa se parli a voce alta e forte, o silenziosamente e piano dentro di te, in ogni modo non ascolti, non impari, non capisci cosa sta davvero dicendo e vuole significare l’altra persona.
Già è difficile capire stando attenti e partecipi, se non interrompiamo il nostro dialogo interiore, la nostra faccia prima o poi lo rivelerà e di certo chi ci parla non sarà contento; dopo di ciò anche i meno permalosi se la legano al dito.

Quando è per noi importante che la persona apprezzi il fatto che l’ascoltiamo davvero, si può usare qualche piccolo trucco per farci entrare nello stato d’animo giusto vediamone un paio:
Osserva il tuo respiro
quando seduto senti come il tuo culo sente il peso, oppure come lo sentono i piedi negli altri casi.
Immediatamente la tua mente sarà riportata al e nel presente, ora non devi fare altro che tornare a dare attenzione all’altra persona; vedrai che la qualità del tuo ascolto sarà cambiata totalmente in meglio.
Una volta tornati ad essere attenti possiamo e presto vi scriverò un post sopra, fare in modo di chiudere la conversazione in modo elegante senza ferire i sentimenti dell’altra persona:
meglio ascoltare davvero per un minuto e poi trovare una via di uscita elegante, che far finta per dieci facendosi beccare come non interessati minimamente.
Ricordo che la qualità, le buone o cattive impressioni che lasciamo sugli altri non sono (quasi mai) influenzate dalla quantità di tempo che gli dedichiamo, soprattutto quando è palese che lo facciamo solo per educazione e non per vero interesse.

I migliori attori non cercano certo di controllare ogni singolo muscolo del volto, abbiamo già detto che questo è impossibile, piuttosto entrano nello stato d’animo che vogliono esprimere all’esterno:
in pratica non ingannano gli altri cercando di mimare un emozione, ma ingannano la propria mente a sentirla, a provarla come se quell’emozione esistesse davvero; come conseguenza comanderà i muscoli in base al sentimento (falso) provato.

Importante per riuscire a fare questo sapere l’impressione che vogliamo lasciare nell’altra persona, volete portare gioia, volete che sia partecipe alle vostre peripezie, oppure volete fargli capire che vi attrae.
Non dovete far altro che sentirvi in quel modo, comandare la vostra mente ad essere in tale stato desiderato:
le prime volte può aiutare tornare con la mente a situazioni simili dove l’emozione era chiara; il rivivere mentalmente tale situazione vi permetterà, almeno fino a che non avete preso la mano, di velocizzare l’operazione.
In seguito diventerà automatico e questo sarà palese sia sulla vostra faccia che sulla vostra voce, in modo tale che sarete in grado di imprimere alla conversazione il tono, l’emozione che volete:
per esercitarsi può essere utile provare le prime volte al telefono davanti ad uno specchio, così vedrete come realmente e quanto la vostra microespressività facciale può davvero cambiare; rimarrete piacevolmente sorpresi.
Sergio
fireofman@fireofman.com

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