Dallo stress al conversare…

Passare da una situazione di stress al conversare amabilmente

La differenza non è poi molta, se quello che c’aspetta è un colloquio di lavoro importante o approcciare una bella ragazza, molte persone vivono il prima, come un prepararsi ad un esame con nervoso che sale e conseguente bocca che s’asciuga, mentre la lingua, prima si gonfia e poi s’incolla come la mattina dopo una sonora e pesante sbornia.
Ma non deve essere così, anzi dovrebbe essere l’esatto contrario:

quella che ci viene data é un oppurtunità, niente altro che una possibilità di dimostrare ciò che siamo.
Qui viene il mal di denti:
molti tra noi, anche io come voi alcuni anni fa, partivo con l’idea di dover dimostrare chi sono, o quanto e cosa so fare.
Chi fa così, normalmente fa una lista in un angolo del proprio cervello, con ipotetiche domande ed ancora più ipotetiche risposte da dare.
Alla fine il cervello è pieno di scaffali stracolmi di ipotesi e controipotesi…
Questo meccanismo tende ad autoalimentarsi e con il tempo il cervello diventa come uno scaffale, un archivio impolverato di cose vecchie e non utili, mentre sparisce la capacità di rispondere con freschezza, spontaneamente agli stimoli dell’ambiente:
in questo caso la conversazione che avrà luogo di lì a poco.
Poi  come sempre, scoprono, scopriamo, con disappunto prima e terrore poi che il discorso, la conversazione ha presa una piega imprevista, inaspettata e noi continuiamo a tentare di infilare dentro le scatole piene di concetti preparati in precedenza,ma quasi mai sono pertinenti, per esprimersi in francese classico:
non c’entrano una bella sega!
Allora quale è il segreto, se segreto c’è?
Non aspettarsi niente, ascoltare cosa dice l’altra persona e rispndere di conseguenza:
mi preparo forse un discorso se so che tra dieci minuti incontro i miei amici al bar per l’aperitivo o vado a trovare i miei genitori che non vedo da un po’?
Certo che no!
Semplicemente  le incontro e poi vedo dove va a parare il discorso, ogni giorno è un giorno nuovo, ma di certo non parlo  di fisica nucleare, non siamo fisici, parliamo di quello che conosciamo e ci piace,(si legge quasi sempre gnocca n.d.a.), quindi come rimanere senza parole, semplicemente impossibile.
Diciamo la nostra tranquillamente perchè non  abbiamo paura di passare da stupidi, ogni opinione o punto di vista è valida e può portare valore,
nuova linfa alla conversazione e spesso anche due sonore risate, quando non c’è tensione le cose accadono spontaneamente, con il nervosismo mai.
Lo stesso vale se vado a conoscere una ragazza, sai di cosa parlano tra di loro per una buona parte del tempo?
Di uomini, quindi se sono un Uomo come non posso sapere l’argomento.
Abbiamo l’oppurtunità di far vedere chi siamo ed il nostro valore, perchè avere paura, basta non esagerare dalla parte opposta, non va venduto un io che non esiste, a nessuno e soprattutto nessuna piacciono le cose costruite o un ego gigante.

Sono pronto a scommettere un camparino diaccio marmato che non piacciono nemmeno a te…

Ma torniamo sulle ragazze e sull’approcciarle, in fondo cosa hai da perdere?
Te lo dico io, niente, hai tutto da guadagnare; se ti rivolgi a lei in modo gentile, male male che può andare, può dirti che non le va, che non ha tempo, di più è raro, ma non solo se dovesse rispondere in modo sgarbato dopo che te sei stato gentile e impeccabile ricordati sempre di fargli notare quanto sia villana e maleducata.
Più di una volta non mi sono certo vergognato a dire a perfette sconosciute come il loro comportamento fosse da maleducate e da persone non adatte in società.
Alcune volte anche capolvolgendo completamente l’esito dell’approccio e sempre avendo la soddisfazione di esprimere quello che sento penso e quindi dico.
Piccolo trucco o tips come dicono gli amerigani, la ‘g’ è voluta e non un errore, avere cura di indicare il comportamento e non la persona:
Non dire sei maleducata, ma questo comportamento è da persone maleducate, proprio non mi sembravi il tipo, quando ti ho notata che leggevi quel libro.
Cercare nei limiti del possibile di offrire sempre una via d’uscita onorevole,in modo che lei se vuole possa fare marcia indietro, prendere la direzione fornita senza umiliarsi, nessuno lo vuole, soprattutto con uno sconosciuto.
Per oggi quello che c’interessa è soprattutto il caso conoscere una, rispetto a parlare con il capo o ad un colloquio di lavoro.
Comunque anche in quelle situazioni non conviene prepararsi troppo le cose da dire, non possiamo sapere cosa ci chiederà, di cosa parleremo, dove andrà il discorso.
In fondo se vogliamo quel lavoro la materia la conosciamo, quindi perchè innervosirsi senza motivo.
Nel prossimo post un piccolo trucco di soli due minuti per aumentare dal 25 al 50% le nostre possibilità di successo prima di ogni colloquio di lavoro, ma può essere applicato anche con le ragazze o altre situazioni.

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