Bel Tenebroso: Cavaliere Nero Moderno o Solo Timido?

Seduce davvero il «bel tenebroso», questa la domanda che un affezionato lettore di Fire Of Man si pone e a cui cerca di dare una risposta.

Oggi ci leggiamo il testo da lui scritto e inviato a FireOfMan, poi nei giorni seguenti commenterò il ‘pezzo’ scritto da Lorenzo con una mia analisi.

Introduco il testo con questa bella frase a favore del tenebroso bello che non spiccica parola…

«Alcuni uomini sono molto affascinanti. Tutto ciò che gli serve è tenere la bocca chiusa, così possono prendersi qualunque premio vogliano. Ma, purtroppo, la bocca si apre…»

(Caroline Hubbard [Michelle Pfeiffer], in una sequenza del film Assassinio sull’Orient Express, 2017)

Il Bel Tenebroso Seduce?

«È di poche parole, ma pronto è il suo occhio e la sua mano […]. Raramente lo si vede sorridere […]. La sua voce è dolce e calmo il suo atteggiamento…»
[George Gordon Byron, Il Pirata]

Che la nostra società preferisca gli estroversi, è cosa risaputa.

Ricordo che negli anni dell’università, essendo un appassionato lettore di libri di psicologia, sociologia ed antropologia, trovai una bella sintesi caratteriale del tipo estroverso e di quello introverso. Fra le altre cose, più ovvie, mi colpì molto che l’estroverso consumi di più del suo opposto:

Vale a dire che compra più merci, acquista più oggetti, vestiario, eccetera; è anche più facile convincerlo a farlo, magari con la semplice scusa che si tratta di un prodotto nuovo, «da provare assolutamente.»

L’introverso invece, acquista in genere solo merce che gli serve veramente, o comunque dei prodotti che ha provato in passato e della cui buona qualità si è assicurato di persona. Non è certo portato ad acquistare qualsiasi oggetto gli venga proposto. In ogni caso, «consuma» decisamente meno dell’estroverso.

Ora, non è difficile capire quale dei due tipi prediliga una società come la nostra, non a caso definita «dei consumi.» Se a ciò aggiungi che donne ed effeminati sono anch’essi portati a spendere e consumare di più (quindi femmina-estroversa spende per vestire-svago-ecc. molto di più di un maschio-eterosessuale-introverso) ecco che ti sei anche implicitamente spiegato uno dei principali motivi dell’attuale femminilizzazione della nostra società.
Società che spinge molto sugli opinabili vantaggi dell’estroversione, in particolare negli Stati Uniti, dove persiste da anni il «culto della persona estroversa», il dovere di essere «popolare», di partecipare continuamente a feste, riunioni, scambi di idee – facendo passare gli introversi per poveri disadattati, perdenti ed infelici.

Per dare un’idea di come il pensare comune consideri gli introversi, ti racconterò un piccolo aneddoto. Di recente, mi è capitato di trovare su Youtube un video sull’attore Keanu Reeves. Ebbene, per tutta la sua durata si capisce che l’autore del video vuole cercare di spiegarsi il perché del successo (e dei numerosi followers su Internet), evidentemente per lui incomprensibili, che ha un introverso come Reeves. Non riuscendo proprio a capacitarsi di come questo “perdente” abbia tanto seguito, sai quale è stata la sua spiegazione…? Che l’interprete di John Wick ha (ugualmente!) successo perché… fa molta beneficenza!

In pratica, il fatto di essere «molto buono», caritatevole, gli farebbe «perdonare» dal pubblico la sua introversione! Una vera arrampicata sugli specchi. Pensa un po’ cosa arrivano ad inventarsi questi, quando qualcosa contraddice le loro fragili convinzioni.

 

Dall’Introverso al Bello Tenebroso

Ma torniamo al vero argomento di questo post, che non è l’introverso, l’estroverso o l’ambiverso (sebbene sentissi il bisogno di farne cenno nell’introduzione), ma più precisamente una figura anch’essa incompresa e tuttora avvolta da molti pregiudizi: il cosiddetto bel tenebroso, lupo solitario, chiamalo un po’ come vuoi:

  • Fiero (ma educato e gentile).
  • Orgoglioso (ma non permaloso e sa chiedere scusa se è il caso).
  • Un po’ Malinconico (ma attenzione, la sua è una malinconia positiva, romantica, non si tratta di una sorta di anticamera alla depressione).
  • Laconico, raramente sorridente (ma non “musone” o triste o pessimista).
  • In genere Lento nei movimenti, ma Reattivo e capace di “scattare” all’occorrenza.

Purtroppo, molti equivocano sul vero significato del termine «bel tenebroso.» Occorrerebbe spiegar loro che non si tratta di un individuo simile a certi tormentati e malaticci antieroi del romanzo gotico o d’appendice, pallido, fisico rigorosamente ectomorfo con arti e mani scheletriche, carattere triste e funereo, sempre vestito di nero e via peggiorando. No, no, assolutamente: anche se molti «estroversoni» non saranno certamente d’accordo, stiamo parlando di un individuo che potremmo tranquillamente definire un vincente, in grado di essere un grande seduttore, sexy e «scatena-fantasie» nelle menti femminili.
Diversi studi scientifici (canadesi, statunitensi, francesi ed italiani) hanno contribuito a far luce sul fascino del maschio «bel tenebroso», quello che non si definirebbe certo una persona estroversa o reattiva, ma che in quanto a sex appeal pare proprio non temere rivali. A risultare più intriganti, per una cospicua percentuale di donne, secondo quanto è emerso da test condotti su campioni di migliaia di persone d’entrambi i sessi, sarebbero proprio i maschi dallo sguardo imperscrutabile e corrucciato, fieri, orgogliosi e malinconici, di poche parole, sul cui viso non compaia neppure l’ombra di un sorriso (d’altronde come recita un vecchio adagio, «lo sguardo resta, il sorriso passa»), mentre di fronte all’uomo troppo felice le fanciulle storcerebbero il naso. Infatti nei maschi il sorridere in vari studi scientifici è stato associato alla mancanza di virilità «positiva.» Accadrebbe invece il contrario agli uomini nei confronti delle donne, attratti, in larga maggioranza, dalle ragazze sorridenti e vivaci (1).

 

Il Bel tenebroso è di poche parole...

 

Il «Bel Tenebroso» seduce anche senza il «Bel»

Vorrei trattare ora un particolare aspetto del fenotipo qui esaminato, rivelandovi una grande verità, taciuta o poco abilmente nascosta dai mass-media. Com’è noto, i luoghi comuni recitano più o meno questi falsi-assiomi:
«d’accordo mai sorridere, ma allora devi essere bello!»
«se non sei bello, almeno devi essere simpatico e sorridente, altrimenti non ti si fila proprio nessuno!»
Grandi «menzogne sociali», entrambe. La realtà è diversa: proprio all’opposto dei due falsi-assiomi sopra enunciati, il “tenebroso” non ha bisogno di essere un “bello” per sedurre (soprattutto se consideriamo come bellezza quella banale del mainstream attuale). E non deve neppure diventare più ridanciano o “simpatico”, o più galante, o comunque più accondiscendente in relazione al narcisismo e ai capricci femminili, perché convinto di dover in qualche modo “compensare” a sue presunte carenze estetiche.

Non «farlo» ma esserlo..

Il problema semmai è un altro: che non bisogna “fare” il tenebroso… bisogna “esserlo”. Sembra una cosa ovvia, ma quando ti rendi conto che addirittura esistono dei tutorial (sic!) che pretendono di insegnarti come diventare un bel tenebroso, beh ti cadono davvero le braccia! Per non parlare di quel giornalista che, commentando uno degli studi ai quali accennavo prima, ha creduto di fare lo spiritoso chiosando «è da prevedere che ora ci sarà chi correrà a cambiare la propria immagine profilo sui social network: se intenzionati a suscitare l’interesse delle potenziali partner, gli uomini opteranno per una foto che li ritragga con un’espressione decisamente più seriosa.»

In proposito, mi ritorna in mente una rara intervista datata 1969 al regista Mario Bava, il quale, ricordando il film che aveva diretto due anni prima, basato sul personaggio dei fumetti neri Diabolik (2), raccontava che in un primo momento come interprete aveva sperato di ottenere dalla produzione un attore degno del volto e dello sguardo penetrante del personaggio. Ed invece si ritrovò tal John Phillip Law, un biondino belloccio ma che – ricordava sempre il regista – non riusciva a mantenere l’espressione da «duro» per più di pochi minuti. Poi si “sgonfiava”, scoppiando a ridere, ed infatti fu una vera impresa riuscire a terminare le riprese in maniera almeno soddisfacente.

Ho riferito questo aneddoto sul cinema italiano del passato per sottolineare, se ce ne fosse il bisogno, quanto sia difficile se non impossibile fingere, millantare un tipo di carattere diverso dal tuo. Mantenere per giorni, settimane, mesi, anni, degli atteggiamenti, dei silenzi, una postura, che non ti sono propri, peculiari, a conti fatti non conviene e poi non ci riusciresti, prima o poi finiresti per “tradirti” (e comunque le donne, che non sono stupide e possiedono un intuito particolare, lo capirebbero con grande facilità). Essere in un certo modo ti deve venire naturale, devi essere realmente così, in ogni istante, ogni giorno, senza cedimenti.

Del resto, questo post non vuole certo insegnarti come diventare un «bel tenebroso» – ci mancherebbe altro! – quanto invece interrogarci ed indagare sul reale potenziale seduttivo di questo fenotipo, e la risposta è indubbiamente un sì:

se è autentico e non soltanto una sua velleitaria caricatura…

il Bel Tenebroso seduceva in passato, seduce oggi e sedurrà anche in futuro.

Lorenzo per FireOfMan.com

 

Note

1. I maschi prediligono generalmente le ragazze allegre, solari, sorridenti per diversi motivi. Prima di tutto, forse s’illudono che si tratti di donne meno «rompine» e noiose (ma non è detto!). Poi c’è il piacere estetico di vedere dei bei dentini bianchissimi e perfetti in una bocca giovane e sensuale, e sognare di baciare quella bocca incantevole. Una ragazza solare potrebbe meglio richiamare una (fallace!) stendhaliana «promessa di felicità.» Oppure evocare obsolete espressioni di attempati ganimedi, quali «è proprio una ragazza nata per l’Amore» o anche «è una fanciulla piena di gioia di vivere.» Ma, per l’appunto, come si diceva poc’anzi, si tratta molto spesso di mere illusioni, foriere di bruttissime sorprese!
2. Fra i personaggi di «bei tenebrosi» del mondo dei fumetti mi piace ricordare: Diabolik di Angela Giussani, Dago di Robin Wood, Capitan Harlock di Leiji Matsumoto, The Punisher di Gerry Conway e Silver Surfer di Jack Kirby. A proposito di Harlock, per esempio, scriveva una sua fan su un forum di fumetti «Capitan Harlock, che seguivo da bambina, è stato il termine di paragone per i belli, malinconici e tenebrosi che poi ho cercato per tutta l’adolescenza…»

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