Ars Amatoria di Publio Ovidio Nasone

Son le piccole cose a conquistare le testoline leggere

(Publio Ovidio Nasone)

Solo pochi giorni fa parlavamo di Marco Aurelio, oggi ritorniamo in quel periodo storico per scoprire la bellezza di un libro immortale:

Ars Amatoria di Publio Ovidio Nasone

Lettura obbligatoria per chi ami l’Arte Fina della Seduzione, è un concentrato di verità fondamentali riguardo alla donna ed alla Seduzione in generale.

Certo che alcune tecniche e situazioni non sono più valide, sono passati duemila anni, ma le basi, quell’amare la Donna nelle sue varie forme, quell’ingegnarsi per guadagnare ancora un sorriso, ancora un abbraccio amoroso, quelle sono verità immortali.

Leggendo il libro si capisce come poco sia cambiata la seduzione in questi millenni, come tanti comportamenti che credevamo aver inventato noi moderni con la rivoluzione sessuale degli anni 60 e 70, i romani già li praticavano, seducendo e scopando alla grande, senza bisogno di messaggini, siti di dating e maschi alpha beta e gamma, già duemila anni fa…

Il libro è originariamente scritto in latino, ma per chi è arrivato nelle scuole quando era già stato tolto dall’insegnamento obbligatorio come accaduto al sottoscritto, basta comprare un testo con traduzione a fronte; dato che i diritti sono scaduti da quasi 2000 anni potete anche tranquillamente scaricarlo free dal web.

Vi avevo parlato di come le discoteche fossero posti dove le belle donne raramente vanno e soprattutto dove sembra StraFiga anche una cessa D.O.C.G.

Sentiamo cosa ne pensa Publio Ovidio Nasone nella sua Ars Amatoria:

Ma non ti fidar troppo di un lume incerto di Lucerna:

La notte e il vino nuocciono al giudizio della vera bellezza.

In piena luce guardò le dee Paride, allorquando disse a Venere: “Tu, Venere, vinci e l’una e l’altra!”.

Sfuma nella notte ogni difetto e non ha peso alcuno: le donne al buio sono tutte belle.

Chiedi alla luce se una gemma pura, se ben tinta di porpora è una lana; al giorno chiedi se una donna vale.”

Wow come ci prende, le donne si guardano di giorno, non di notte dove la memoria genetica ci ricorda che bisogna accoppiarsi e complice spesso l’alcol qualcuno finisce per scopare donne che di giorno non farebbe avvicinare a meno di un metro(anche abbondante, facciamo 2 metri).

Niente sfugge all’occhio critico e amante delle donne di Ovidio, e quindi ci dice che non esiste un posto preferito per trovare le donne, il miglior posto è ovunque ve ne siano a qualsiasi ora quindi ci ricorda ancora nell’Ars Amatoria che:

Impossibile dirti i mille luoghi per la caccia alle femmine.

Più facile sarebbe in mare numerar la rena.”

Si capisce che Roma era una città viva, brulicante di vita e di sesso e lui ne era il cantore amato dalle donne ed invidiato dagli uomini che ci dice maliziosamente:

…sii ben certo che non c’è donna al mondo che non possa diventare la tua:                                  e tu l’avrai, purché tu sappia tendere i tuoi lacci.

Come non avesse già detto molto, subito dopo ci ricorda:

…cede e più cede quando par non voglia.

Come l’uomo, così gode la Donna il piacer furtivo: l’uomo finge ma malamente, meglio sa la donna nascondere l’ardore.”

La frase in grassetto è da tatuarsi nella retina, almeno ogni volta che apriamo gli occhi possiamo vederla e agire di conseguenza.

A questo punto Ovidio dall’alto della sua esperienza da Seduttore scrive un’altra perla di saggezza:

Se per primi non chiedessimo più pietà di baci, la Donna, vinta, chiederebbe lei.”

Non voglio commentare tutto il libro, tranquilli; volevo solo tramite brevi frasi prese dall’Ars Amatoria, farvi venire la voglia il desiderio di leggerlo il prima possibile, meglio se con calma.

Leggetelo e poi fatemi sapere cosa ne pensate.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato leggendo questo Post

Sergio

sergio@fireofman.com

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