120 Giornate di Sodoma: De Sade, un Uomo Vero, o un Vero Animale?

Il marchese De Sade che nulla a che vedere con 50 sfumature di una noia mortale, autore delle 120 Giornate di Sodoma, insieme ad altre opere, fu definito dai contemporanei, una bestia, un animale, una macchia oscura dentro al secolo dei lumi della ragione, continua a prendersi le sue belle rivincite.

Non contento di aver coniato un termine, una branca, per qualcuno/qualcuna anche una professione da esercitare in pubblico o in privato, con o senza scambio di denaro, colui dal quale ha preso il nome un’intera enorme parte dell’esprimere la propria sessualità, è celebrato oggi come un beniamino della nazione, qualcosa da custodire e tramandare per le future generazioni.

Lui che (mi sono informato), è in questo momento a fare un paio di aperitivi insieme a Lucifero, Satana Belzebù e la dea Kalì, che non so se è buona o cattiva ma deve essere bravissima a fare i massaggi e non solo…  si prende potremo dire una sadica rivincita con i suoi concittadini.

Il ministro della cultura francese  francese l’ha infatti definito Patrimonio Nazionale!

de sade 120 giornate di sodoma

Che molti uomini francesi fossero sempre stati dei buoni seduttori e che le loro donne ci attirano lo sapevamo da un po’, ma da qui a dire orgoglio nazionale ad uno che secondo la leggenda seviziava prostitute e stuprava come gli pareva mi sembra esagerato.

Va detto che era pratica abbastanza comune all’epoca che i Nobili, gli intoccabili(ora è uguale a prima forse peggio), facessero il bello, ma soprattutto del tempo schifoso sui poveracci che gli capitavano a tiro.

Dato che il sadismo, nelle sue varie forme non aveva ancora una parola, un termine che lo definiva, i ricchi, i potenti lo chiamavano semplicemente passare il tempo…

 

Io ce l’ho lungo 12 metri e largo 12 cm

Questo diceva il Marchese Conte Donatien mentre lo trasportavano via di peso seminudo dalla sua cella della Bastiglia in cui aveva passato l’ultimo periodo.

Niente libertà per lui, almeno non subito, prima trasferimento in manicomio.

Se dovessero mettere in manicomio tutti quelli che raccontano di avercelo più lungo del vero, veramente pochi rimarrebbero a piede libero…

Il caro Marchese non si riferiva al suo ormai pensionabile attrezzo, quanto al suo manoscritto:

una serie di foglietti di 12 cm attaccati l’uno all’altro per un rotolo di 12 metri.

Lasciamo perdere chi ci vede significati esoterici anche in questo, visto che il 1212 è passato e pure il 2012 e non è successo niente di buono, ma neanche è finito il mondo…

 

Narra la leggenda che il marchese urlasse e si dimenasse come un ossesso alla notizia che la Bastiglia era stata presa, assaltata e parte di essa data alle fiamme.

Non che gli importasse della prigione, ma in un buco del muro della sua cella vi teneva nascosto il suo manoscritto e quindi lo credeva irrimediabilmente perduto.

Come era arrivato a trovarsi in prigione seminudo a scrivere in foglietti di carta appiccicati l’un  l’altro con lo sputo, una così brillante personalità?

Nel 1785 lui ha già fatto qualche ragazzata:

qualcuno dice che ha rapito e drogato ragazze per stuprarle, torturato si dice delle prostitute ed anche fatto a fischia che te lo fischio con il suo servo Latour.

Niente di strano, niente che un buon rampollo della nobiltà francese non faccia normalmente prima di aver compiuto i 30 anni.

Allora perché hanno arrestato un così bravo bambinone?

Perché fu definito lo scrittore più osceno, più impuro che sia mai esistito?

Alcune religioni consentono di fare molte cose anche non belle, mentre non possono farne altre che non farebbero del male a nessuno.

La chiesa cattolica no!

Ha solo due principi chiave:

  • non puoi fare niente di divertente,
  • cioè non puoi farlo in pubblico e se sei povero.

Quindi puoi lasciarti andare ad ogni peggiore porcheria che ti viene in mente, se hai soldi e/o potere,  basta non vantarsene in piazza.

Per vantarsene esistono delle riunioni apposta dove si riuniscono potenti e alti prelati.

Poteva sbruciacchiare tutte le prostitute che voleva, rapire e stuprare ragazze a centinaia(se avevano il giusto grado di povertà), fischiarsi a giornata con il servo culo assistito :

nessuno avrebbe detto una mazza.

Dice la leggenda, che Donatien de Sade fosse anche un po’ masochista oltre che Sade/ico, quindi come poteva non attenersi al personaggio e non essere primo artefice delle sue disgrazie!

Bestemmie ed offese contro la chiesa in luoghi pubblici!

L’Inizio della Fine:

mentre tenta di scappare in Italia con la cognata, verrà arrestato e rinchiuso a Vincennes:

dopo di che verrà trasferito alla Bastiglia.

La furbizia doveva averlo abbandonato, tentare di scappare in Italia, quando hai offeso gravemente la chiesa cattolica non è certamente un’idea molto furba.

Verrà quindi arrestato e trasferito alla Bastiglia, luogo dove il marchese De Sade darà libero sfogo alla sua creatività:

una persona già portata verso il lato sadico, come non può sognare di vendicarsi su chi gli ha fatto del male, lo ha arrestato e rinchiuso in un angusta e fredda cella di prigione.

Come osano fare questo a lui, il grande marchese Donatien de Sade che quando è in buona sodomizza ragazzini a ripetizione, quasi fosse un prete americano.

 

120 Giornate di Sodoma:  una favola Noir per bambini cresciuti

Le cronache ci dicono che in un impeto di impulso creativo in soli 37 giorni dal mattino fino alla sera scriverà praticamente di getto le 120 giornate di Sodoma.

Un romanzo di fantasia su un gruppo di nobili che si ritira in un isolato castello per umiliare il prossimo usando il sesso.

Gli esperti che leggono e rileggono il libro annotando tutto ci dicono che oltre 600 atti di perversione vengono messi in pratica dai protagonisti di 120 Giornate di Sodoma.

Niente che possa scandalizzare un quindicenne moderno che si spippola davanti ai siti porno almeno 3 volte al giorno e ama guardare films Horror:

rapporti con gli animali, sodomia, messe nere, orge…

Un luogo di perdizione, indecente, dove un uomo intelligente deve stare con la schiena ben appoggiata al muro se non vuole ritrovarsi con un uccello padulo inserito(l’uccello padulo è una creatura mitologica e ben dotata in continuo aumento nel mondo e la sua caratteristica principale è di volare all’altezza del culo…).

Probabilmente scritto come sorta di vendetta, di protesta, di ribellione verso l’ipocrita sistema che lo aveva imprigionato, De Sade fruga nelle sue memorie e concepisce nuove forme di Perversioni che talvolta sfociano in vere e proprie aberrazioni dell’essere umano.

Già i contemporanei non mancavano di elencare a memoria ogni singolo atto contronatura da lui descritto nelle sue opere:

non è che tutto questo leggersi e rileggersi sto libro da parte di molti intellettuali, aveva motivazioni ben differenti che il pubblico ludibrio…

 

Il manoscritto stava per andare all’asta…

Una cosa che dobbiamo invidiare ai francesi e soprattutto iniziare a copiarli è la difesa del proprio orgoglio nazionale e la protezione chiara di tutto quello che è francese:

partendo dalla lingua che si rifiuta di usare solo parole inglesi e usa le proprie, passando per le proprie aziende chiave, che protegge dall’ingresso degli attacchi stranieri sul capitale, per arrivare infine alla cultura.

Cultura che protegge ad oltranza, anche quando un manoscritto va all’asta:

diritto di prelazione dello stato per bloccarlo e poi vediamo come fare…

intelligentemente capiscono che può essere usato per generare altri Turisti ed interesse verso la Francia, venderlo ad un privato magari americano o cinese, ci guadagna solo chi lo vende, non l’intera nazione.

 

Un’altra lettura del marchese Donatien de Sade

La storia come sappiamo è scritta dai vincitori, che piegano sempre la verità ai propri voleri e tornaconto, quindi chi era quest’uomo?

Donatien Alphonse Francois de Sade signore di Saumane, di La Coste e di Mazan, Marchese e Conte De Sade, conosciuto comunemente come Marchese de Sade, ma anche come D.A.F. De Sade quando nel 1800 rinuncia all’uso dei suoi titoli nobiliari.

Soprannominato il Divin Marchese nasce a Parigi il 2 Giugno 1740 e muore A Charenton-Saint Maurice il 2 dicembre 1814.

Contemporaneo di Giacomo Casanova e Nobile di illustre tradizione è un libertino nel secolo dei libertini, come il grande seduttore veneziano ha dalla sua un’intelligenza poliedrica:

Scrittore, filosofo, poeta, drammaturgo, saggista, aristocratico, criminale e politico rivoluzionario, nonché delegato della convenzione nazionale.

Scopriamo allora che le accuse, le tante ed infamanti accuse, vengono per buona parte dalla suocera, ma mai una vera e provata condanna per le infamie che ci vengono tramandate come vere:

c’è come succede di sovente una forte tendenza ad unificare i personaggi dei suoi racconti, con la sua stessa vita.

La suocera che probabilmente fu l’eminenza grigia(stile Andreotti in Italia) dietro all’emissione di una Lettre de cachet, metodo con il quale il re ordinava che ce se ne sbattesse alla grande di chi ha ragione e chi torto e si facesse la volontà del re.

La suocera tentò insieme ad altri a cui il marchesino non stava proprio simpatico di farlo condannare per una serie di reati, che sono poi quelli attribuiti a lui dalla leggenda, ma non fu mai riconosciuto colpevole di nessun atto violento.

Fu condannato solo per Libertinaggio e produzione di materiale illegale:

davvero un mostro della storia da cui difendersi.

 

Il Divin Marchese semplice precursore del consumismo?

Esponente ci dice wikipedia dell’ala estremista del libertinismo, nonché dell’illuminismo più radicale, ateo, materialista e soprattutto anticlericale, in pratica aggiungo io De Sade era un uomo vero!

Se Casanova pur con le sue infinite contraddizioni ed eccessi è un Libertino, un uomo che vive nella propria epoca, che cerca di integrarsi al sistema dominante, a cui piace l’ambiente di corte e soprattutto le cortigiane, il continuo intrigo di scopate che si fanno a palazzo dei nobili, il Marchese De Sade è ben diverso.

Lui Conte e Marchese, cioè Nobile lo era, non aveva bisogno come brillantemente messo in pratica da Giacomo di inventarsi Cavaliere de Seingalt, prendendo in prestito come ci tramanda, lettere dell’alfabeto che sono di tutti.

Il marchese De Sade proprio perchè nato nobile cerca di rompere i cardini di un sistema ipocrita ed ingessato, cerca di tornare con i piedi per terra:

infatti scoperà spesso popolane e prostitute di strada invece che le mogli degli altri nobili.

Pasolini userà in toto il titolo del suo lavoro più famoso  per uno dei suoi lavori:

Salò, o le 120 giornate di sodoma Di Pierpaolo Pasolini

 

Allora chi è davvero Donatien De Sade?

un eroe, una vittima, un libertino, un carnefice, uno scrittore, o forse tutte queste cose insieme e nessuna.

Forse semplicemente un Uomo che ha vissuto come voleva:

questo le persone normali, chi si piega, la massa,

non potrà mai perdonarlo a nessuno, nemmeno a lui!

« Sfortunatamente devo descrivere due libertini; aspettati perciò particolari osceni, e scusami se non li taccio. Ignoro l’arte di dipingere senza colori; quando il vizio si trova alla portata del mio pennello, lo traccio con tutte le sue tinte, tanto meglio se rivoltanti; offrirle con tratto gentile è farlo amare, e tale proposito è lontano dalla mia mente. »
(Marchese de Sade, Aline e Valcour – Ventitreesima lettera: Déterville a Valcour)

 

Sergio

 

Fonti:

la citazione è presa da Wikipedia a questo indirizzo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Marchese_de_Sade

 

Le informazioni sulla vendita all’asta in cui il governo francese sta esercitando il diritto di prelazione vengono dai quotidiani di questi giorni.

Tutto il resto memorie personali, nonché i miei neuroni che mischiano il tutto…

Grazie del vostro tempo usato per leggere le mie parole.

Sergio

sergio@fireofman.com

 

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