The dark side degli introversi: Darth Vader

Un richiamo a star wars ogni tanto ci vuole

Ho fatto abbastanza elogi dell’introversione perché qualcuno sia portato a pensare che siano tutte rose e fiori di pesco, invece no, molti introversi hanno un grande, grandissimo, enorme problema che spesso li frena e li fa risultare (leggermente)antipatici:
sono troppo centrati su di se.
‘azzus, lo sapevamo questo, altrimenti non saremo degli introversi!
Già, proprio così, solo che essere troppo centrati su di noi c’allontana dagli altri e ci rende insensibili all’altrui condizione; risultiamo mancanti di empatia, una caratteristica base delle persone carismatiche .
Quando uno è incapace di ascoltare e riferisce tutto ad unico e sempre il solito sistema di misura(se stesso) allontana gli altri da se e risulta leggermente, quando non molto presuntuoso ed egoista.

Ma come in 50 sfumature d’Introverso hai detto che siamo grandi ascoltatori ed ora ci dici l’esatto contrario, qualcosa non torna.
Essere introversi non vuol dire non avere una personalità ben definita, anzi molti tra noi ne hanno fin troppa, cosa che intimorisce e frena le altre persone dall’avvicinarsi troppo:
quindi noi non c’avviciniamo perchè è la nostra natura, loro non lo fanno perchè a volte incutiamo timore.
Tra i fattori che tengono molti lontani c’è l’odio che vari introversi hanno per gli “Small talks”, le famose chiacchiere senso senso(per noi) fatte da tutti continuamente con chiunque.
Lo sone questo dato che piacciono poco anche a me:
mi sembrano inutili, ridondanti non facendo altro che verbalizzare l’ovvio, perdita di tempo ed evitabili senza che la conversazione ne risenta.
Purtroppo sono alla base delle relazioni sociali e soprattutto con persone che conosciamo poco, non abbiamo nessun rapporto se non causale di essere nelle stesse coordinate spazio temporali, è l’unico metodo per avere un inizio e a volte anche la fine di una conversazione.
Ma io posso benissimo anche starmene zitto leggendomi il mio libro o ascoltando gli auricolari, nessun problema in questo, anzi molto meglio che fare chiacchiere inutili, dirà qualuno.
Lo sappiamo questo, ma per molti il silenzio al contrario di noi, è una situazione imbarazzante, negativa, con cui non si trovano a proprio agio soprattutto in presenza di altre persone.
Meglio evitare quindi di comportarsi come il “Darth Vader” della situazione”:
parla poco, solo di cose importanti, incute timore e fa fuori chi non la pensa come lui e/o non lo soddisfa con i risultati.
Ora (S)fortunatamente non possiamo fare fuori chi non la pensa come noi o chi causa scarsa intelligenza, predisposizioneinnata e/o mancanza di voglia di applicarsi un attimo, non riesce a capire cosa vogliamo dire, solo perché non ci piacciono gli ‘small talks’.

Essere introversi e dalla forte personalità è forse uno dei migliori sistemi per spaventare letteralmente la gente, già chi non introverso raramente riesce a capire i nostri modelli di pensiero e come prendiamo le decisioni nei vari aspetti della nostra vita, aggiungervi anche una personalità forte, con convinzioni chiare, certe e su cui non siamo disposti a cedere è una combinazione che, se è vero attira a noi donne forti e top, può spaventare molte persone normali che incontriamo durante l’interazione sociale quotidiana causale…

Se qualcuno di voi si è riconosciuto nella descrizione “introverso con forte personalità” sicuramente ha già sperimentato questi problemi:
persone spavenate da loro, isolamento sociale più o meno accentuato, personale intolleranza alle persone che inventano sempre scuse per giustificarsi oltre a quelle ignoranti, insensibili o cattive nell’anima; oltre logicamente a non sopprtare la stupidità umana, che come l’universo si espande a velocità sempre maggiore, ma al contrario delle profondita spaziali è purtroppo infinita.

La personalità forte è senza dubbio un vantaggio, ci aiuta a superare alcuni aspetti ambigui dell’introversione come l’eccessivo rimuginare mentalmente o le insicurezze tipiche di questo tipo di personalita, ma dobbiamo stare attenti a non cadere nei suoi aspetti più deleteri che ci sconnettono dall’ambiente circostante e dalle persone che incontriamo.

Comportandoci da piccoli Darth Vader non ispireremo certamente simpatia intorno a noi, facile avvenga il contrario:
alla nostra presenza faranno immediata comparsa nell’altro, timore, paura, negatività, tutte emozioni che pur non danneggiandoci direttamente lo faranno sicuramente indirettamente.

La paura che nasce in loro, il timore, l’incomprensione, non sono altro che semplice paura dell’ignoto:
non riescono a catalogarci, ancor meno a capirci,
quindi scattano in automatico le difese di chi è vicino a noi.
Ecco perché a volte(anche se è dura) forzarsi a perdere quei due minuti in chiacchiere inutili, commentare il caldo o il freddo che sono auto esplicativi, quindi non ce ne sarebbe bisogno, ma tant’è… può aiutarci a creare una specie di ponte tra il nostro mondo ed il loro.
Non saremo più quelli strani, che pensano di essere superiori a tutti(non è vero che pensiamo così, o almeno non sempre…), ma per due minuti avremo trovato un punto d’incontro, qualcosa in comune; vedremo in seguito se merita continuare la conversazione scendendo in profondità, oppure chiudere elegantemente, ricordando che la prossima volta un minuto di ‘small talks’ con tale persona è più che sufficiente.

Alcuni usano gli ‘small talks’ come riscaldamento, come una naturale e dovuta preparazione ad argomenti più complessi, pesanti o profondi:
dobbiamo rispettare questo, se noi siamo diversi non vuol dire che la nostra è l’unica giusta via, ce ne sono altre, diverse e corrette ugualmente, farle fuori a priori non è da parte nostra sintomo di intelligenza ed apertura mentale.
Certo, visto saremo attenti ai dettagli e buoni ascoltatori, se e quando scopriamo dietro le chiacchiere solo altre parole inutili, sarà nostra premura liberarci dalla conversazione il prima possibile e con tale persona non ripetere l’esperienza; con altri dandogli tempo potremo invece rimanere positivamente sorpresi; uomini o donne con cui merita confrontarsi e che magari potrenno anche entrare nella ristretta cerchia con cui interagiamo normalmente e senza timori.
Se questo può e succede, è merito anche di quei pochi minuti in cui abbiamo dato tempo al nostro interlocutore di aprirsi, sintonizzarsi su di noi, per arrivare poi ad un confronto ad un livello più alto.

Gli small talks possono essere un ottimo strumento per capire che tipo di persona abbiamo di fronte senza dover scendere in argomenti profondi, delicati; ci permettono di prendere le misure senza rivelare troppo di noi; allo stesso tempo anche con vaghi commenti sul tempo o sul traffico o il governo ladro, riusciamo a capire che tipo di persona abbiamo di fronte e quindi funziona da cartina tornasole.

Un grande trucco per eliminare molti dei difetti(cioè che non piacciono a noi) è essere i primi a farli partire:
invece che aspettare che l’altro non confortevole con il silenzio, incominci a sputare fuori le più trite ovvietà che gli passano per il cervello in quel preciso istante, possiamo essere noi a fare da kickstart e quindi decidere di cosa parlare nonché il tono generale della conversazione.
Continuando ad agire come sempre, saremo inevitabilmente in posizione di svantaggio, dando noi il via le cose si ribaltano completamente:
siamo in controllo, decidiamo noi dove andare a parare.
Un beneficio indiretto del nostro far partire le parole è che possiamo chiudere quando vogliamo senza passare per maleducati e/o poco rispettosi; inoltre individueremo le persone “tossiche” cioè dannose per noi, senza dover rivelare nostri giudizi opinioni o debolezze più profonde.
Ci servirà per migliorare i nostri social skills, non importa che sono argomenti frivoli o banali:
l’importante è l’interagire, dato che aumenta la nostra esperienza in questo (per noi) difficile settore; ogni persona conosciuta o sconosciuta con cui passiamo anche solo 2/3 minuti a parlare del più e del meno, aggiunge un altro mattone al nostro palazzo interno, un pezzo del puzzle alle notre abilità sociali non sviluppate a sufficienza.

Per oggi(Domenica) basta così, ma torneremo sopra all’argomento come definiremo meglio le relazioni(amici, conoscenti ed anche donne) “tossiche”, vedremo come riconoscerle, evitare quando possibile, minimizzare il loro impatto su di noi quando per vari motivi non possiamo eliminarle dalla nostra vita e tante altre cose ancora…

Sergio
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