Tecniche di approccio: rimorchiare è una cosa seria, ma bellissima…

―“Try and fail, but don’t fail to try.” John Quincy Adams

Come Introversi non risulta facile sovente conoscere nuove persone, figuriamoci nuove donne che non siano brutte copie dei peggiori stereotipi in voga al giorno d’oggi, quindi diventa mandatorio una volta individuata una o più donne che riteniamo diverse, migliori, di livello più alto o comunque adatte a noi, al nostro modo d’intendere la vita(e non solo una breve notte di sesso), di agire prontamente, cercando in qualche modo, qualunque modo di conoscerla.

Ma non sono pratico, mi sento morire ogni volta che devo parlare ad una donna, figuriamoci se è una che penso perfetta sotto tutti i punti di vista…
Ecco, queste sono le solite obiezioni che il nostro cervello abituato a starsene per conto suo e ad iper ragionare sempre ogni cosa, ci porta a credere:
spesso poco dopo non aver agito arriva la razionalizzazione.
In fondo aveva le gambe che piegavano di 0,02 a sinistra e gli occhi di colore rgb(8, 255, 8) ed io voglio almeno un punto in più di rosso e due di blù…
La volpe e l’uva è sempre in agguato e non bisogna dargli spazio, è così raro trovare qualcuna che vale la pena di essere conosciuta, soprattutto in una cultura malaticcia come quella italiana, che non ci possiamo permettere il lusso di farla passare; potrebbe non ripresentarsene un’altra.

Essere più o meno capaci di parlare con una perfetta sconosciuta, ci consente di ampliare praticamente all’infinito i nostri orizzonti, non importa se viviamo in un posto dove la fame di passera è altissima, saremo capaci di crearci le nostre personali opportunità, sganciarci dai classici modelli gruppettari e diventare piccoli lupi soltari che al momento opportuno saranno capaci di fare quello che devono.
Certo che è dura le prime volte, soprattutto se non va come avevamo sperato oppure se avevamo idealizzato troppo la donna e quella che ci sembrava una dolce fata è in realtà una strega cattiva e soprattutto maleducata.
capitano a tutti, me ne sono beccata pure io più di una soprattutto agli inizi, poi con il tempo s’impara a riconoscere i vari tipi di donna, quelle adatte a noi e quelle da evitare; i momenti migliori per tentare una conoscenza diretta e quali invece lasciar perdere, o al limite tentare approcci indiretti( a me non piacciono ed anche alle vere donne a mio avviso risulta patetico tale modo).

Facciamo un esempio pratico, molti vi diranno che il miglior sistema per fermare una donna è chiederle un’informazione:
certo per fermarla trenta secondi sicuramente, ma se il vostro obiettivo è uscire con lei, potete anche dimenticarvelo questo tipo di approccio.
Passare in modo plastico e diciamo indolore dal chiedere dov’è via xyz al personale, sono abilità elevate che solo dopo una marea di “rimorchi” fatti i più bravi imparano sul campo, altri anche dopo anni ed anni continuano a trovare difficoltosa la transizione.
Quando non capaci di passare facilmente dall’informazione alla vera e propria conoscenza di lei, diminuirà la nostra immagine nei suoi occhi:
nemmeno le palle di venirmi a conoscere direttamente, anche una patetica scusa si è dovuto inventare…

L’unico motivo valido per fermare donne(anche a ripetizione) con la scusa dell’informazione è quando:
1) ci serve davvero
2) dobbiamo imparare a vincere le nostre paure

L’esempio precedente di chiedere dov’è via xyz evitatelo, ormai hanno tutti lo smartphone con navigatore e lo avete anche voi, compreso google maps; nell’improbabile caso che v’inventate la scusa telefono scarico, la risposta sarà 200 dritto poi destra per 150 metri e siete arrivati.
Ancora prima che ha finito di parlare ha già ripreso a camminare, logicamente in direzione opposta alla vostra.
Certo voi potreste benissimo sapere da che parte è la vostra meta e quindi fermare solo le ragazze che vanno in tale direzione, sperando che si offrano di accompagnarvi e/o al limite fare la strada insieme:
succede, ma sempre rimorchio visciduccio è…
L’informazioni al limite da chiedere sono sui locali, posti interessanti particolari dove ragazze tipo quella che avete fermato sono solito andare, in questo modo avrete:
1) domanda aperta
2) complimento a lei indiretto ma chiaro
3) potreste scoprire dove sono solite andare le migliori ragazze del posto, compresa (non si sa mai) anche lei..
Of course questo evitatelo a casa/città vostra.

Nel caso due, cioè quelli tra noi più bloccati nel conoscere una donna magari bella che incrociamo in qualsiasi luogo, può servire l’informazione per sbloccarsi le prime volte, anche se c’è da stare attenti a non abituarsi troppo a questo modo artificioso e difficile e non riuscire mai a passare al metodo più proficuo e di valore che è quello diretto.
Non importa se òle prime volte non va bene, se dieci volte in fila non riusciamo, ogni volta il nostro cervello impara e ci migliora leggermente, fino a che non impariamo cos afunziona e cosa no:
del resto un singolo successo ci ripagherà di tutta la gavetta fatta per imparare.
Una volta scoperto che anche per il più chiuso tra noi è possibile questo, le possibilità sono infinite.

Ed ora finalmente la traduzione del sottotitolo per i due lettori che non sanno l’inglese:
” Prova e fallisci, ma non fallire di provare ”
John Quincy Adams

Sergio
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