Social skills per introversi: il Carisma (parte tre)

Alcune parole da evitare per non perdere preziosi punti

Nei post su Carisma e social skills vi avevo parlato di come la negatività nel parlare comune, il pettegolezzo, il giudicare continuamente gli altri fosse causa di minor carisma per voi, quindi salvo situazioni e persone particolari da evitare (quasi) sempre.
In tali articoli ero stato molto sul generale, riservandomi in futuro di dare agli iscritti alla free newsletter di FireOfMan l’esclusiva di alcuni approfondimenti; complice le vacanze estive ed il caldo ho deciso di mettere almeno una parte in chiaro, quindi analizzeremo nel particolare alcune parole da non usare i certi modi e contesti.
Vediamone subito qualcuna:
1) Solo; Appena.
2) Mi hai fatto fare/perdere/lasciare/ecc.
3) Dovresti; Dovrebbe; ecc.
4) Sempre; Mai.
5) Tutti; Nessuno.
Ripeto che le parole sono tutte da usare normalmente, ciò che è da eliminare è il suo uso sbagliato in certi comuni modi dire; iniziamo con quelle al numero uno:

-Marco dice di continuare, ma è SOLO il vicedirettore
-Marco dice di continuare, ma è il vicedirettore
In entrambe le frasi si capisce che Marco è il vicedirettore e quindi non ha la parola definitiva sul continuare o no, ma la prima frase con l’aggiunta di SOLO tende a squalificarlo maggiormente, a farlo apparire meno di quello che è.
Lo stesso effetto si ottiene se sostituiamo SOLO con APPENA:
-Marco dice di continuare ma è APPENA il vicedirettore.
Anche qui vediamo come una posizione di prestigio come l’essere il vice viene fatta percepire come se fosse l’ultimo dei dipendenti.

Passiamo alla numero due, molto usata anche nelle relazioni interpersonali ed in particolar modo nelle coppie di medio lungo periodo:
sei tu che mi hai fatto fare questo
Tu mi hai fatto perdere la carriera
tu mi hai fatto venire al mare.
Nessuno ti può far fare niente se tu non vuoi, quindi smettiamo di dare la colpa ad altri verbalmente; magari c’è stato suggerito od indicato a suo tempo, ma se lo abbiamo fatto è perché ci sembrava giusto, conveniente od in qualche modo utile anche a noi, altrimenti non lo avremo mai fatto, quindi perché scaricare sull’altro, serve solo a giustificarci ai nostri occhi in modo erroneo, ma il nostro se più profondo non si fa ingannare così facilmente.

Il punto tre, cioè alcune declinazioni del verbo dovere meriterebbero un intero lungo post tutto per se e probabilmente ancora sarebbe poco, ma cercherò di condensare in poche battute:
sai, credo proprio che dovresti andare
Dovresti iniziare la dieta
Dovresti farmi più pompe e parlare meno…
OK, forse la terza non è male se avete una donna che scassa un po’ troppo the balls.
Lasciamo perdere l’ironia e concentriamoci su cosa significa il dovere/dovresti, chi se lo sente dire, non ne ha una buona impressione, è un voler cambiare l’altro/a, quasi costringerla a fare qualcosa solo perché lo diciamo e lo vogliamo noi.
proviamo a riformulare qualche espressione:
sai, credo che la scelta giusta sia andare
prova ad iniziare la dieta e vedi
facendomi più pompe, puoi parlare quanto vuoi…
Ops… scusate non ho resistito a riscrivere anche la frase ironica.

Torniamo seri e nel penultimo punto vediamo l’uso negativo delle parole sempre e mai quindi vediamo se possibile come evitare frasi tipo queste:
fai sempre in questo modo
Non mi ascolti mai
Te ne vai sempre quando le cose si fanno più serie
non sei mai puntuale.
Usando queste due parole si tende a generalizzare comportamenti e fatti magari accaduti alcune volte ma non è detto che lo siano ogni volta.
Anzi dicendolo potremmo ottenere l’effetto opposto; cioè che per non uscire dal ruolo datogli da tali parole continuano a reiterare comportamenti sbagliati.
Vediamo un attimo come riscrivere le frasi con lo stesso significato delle prime, generando una migliore risposta su chi ci ascolta:
hai fatto così per la terza volta oggi
Oggi non mi stai ascoltando
Ti piace andartene quando le cose si fanno serie
è la seconda volta questa settimana che sei in ritardo.
In questo modo contestualizziamo i fatti, gli diamo una connotazione precisa indicando quando e come il comportamento è stato scorretto, invece di indicare l’altro nella sua interezza; perchè dire sei sempre in ritardo è lo stesso che dire sei un ritardatario cronico, mentre affermare è la seconda volta, anche se ricorda che l’errore è stato fatto, indica un momento preciso e facile da rimediare, non la persona nella sua totalità.

Ultimo ma non per ordine di importanza sono alcuni usi delle parole Tutti e Nessuno, vengono usate molto per generalizzare, per esprimere opinioni che risultano alla prova dei fatti non veri:
nessuno capisce niente
tutti sono stupidi
In Italia non c’è nessuno che non sia ladro
Tutti gli immigrati sono terroristi ladri e stupratori
I politici sono tutti corrotti
Nessuno riesce a comprendermi
Tutti sono peggiori di me.
Comprendiamo che le affermazioni sono esagerazioni non vere, può essere anche un dato di fatto che la corruzione in italia sia alta e molti politici corrotti, ma di certo non saranno mai il 100%; come può essere che molti non riescono a comprendere chi sei, ma forse non esci abbastanza, non ti metti in gioco a sufficienza, perché se davvero nessuno ti capisce, o sei matto o vieni da un altro pianeta, pensaci un attimo e vedi qual’è la verità?
Inoltre fare affermazioni vaghe di questo tipo è semplicemente un altro modo di lamentarsi che come dicevo nei primi post su Social skills, non aiuta di certo il nostro Carisma; potremo anche definirlo a ragione un modo di parlare populistico e approssimativo, riformula in modo di dare precisione e speranza, un tono migliore alle tue parole, vediamo un attimo:
Molte persone pur con intelligenza alta si comportano da stupidi, poi ci sono gli stupidi veri;
un terzo dei parlamentari delle passate legislature è stato indagato per corruzione;
nel fiume umano di immigrati che entrano è sicuro vi sia una percentuale di persone legate al terrorismo;
se gli immigrati uomini sono il 95% e le donne il 5% facile succeda qualcosa di brutto.
Possiamo fare anche una versione più lunga dove diamo anche la nostra visione di soluzione al problema:
Il numero superiore in alcuni casi al 90/95% di immigrati giovani e maschi che entrano senza le corrispettive donne porta facilmente a casi di stupro e violenza, basterebbe equiparare le entrate maschili e femminili e tale problema probabilmente svanirebbe come nebbia al sole.
I primi esempi erano chiacchiere populistiche da bar sport, un lamentarsi per il gusto di farlo, il buttare giù giudizi affrettati per il gusto di sentire la propria voce, queste ultime frasi che ho buttato giù sul momento a titolo di esempio sono la dimostrazione di una mente che ragiona, ha coscienza dei fatti e del problema e quanda parla cita dati e fatti verificabili, a volte come nell’ultimo caso su stupri e violenza anche la nostra ricetta per eliminare queste violenze orribili sulle donne.
Questo crea una completa e differente visione di noi, certo chi magari non è abituato o non ha la necessaria intelligenza tenterà di riportare la conversazione verso un livello più basso, ma chi sveglio, attento capirà ed entrerà nel discorso portando il suo contributo, arricchendo così la conversazione ed anche noi.
Parlare così ci aiuta ad individuare altre persone uomini e donne simili a noi, con punti di vista magari diversi ma lo stesso originali ed espressi senza paura, senza rifugiarsi in luoghi comuni e pregiudizi che non arricchiscono nessuno.
Quando alla mente vi viene qualche frase del primo tipo provate prima di buttarla fuori a pensarci un attimo:
è un fatto, un dato accertato o solo un luogo comune, un pregiudizio che tutti ripetono continuamente senza pensare; stai portando un contributo alla conversazione o vuoi solo sentire il suono della tua voce, ma non vuoi fare lo sforzo di pensare e quindi usi questi luoghi comuni pur di dire qualcosa.
Nel parlare è sempre bene dividere i fatti e dati certi dalle opinioni, nessuno ama sentirsi gettare addosso le opinioni altrui nascoste in una marea di pregiudizi e luoghi comuni; quindi prima cita fatti e cose che conosci e dille con cognizione di causa, solo dopo se è il caso aggiungi il tuo punto di vista, ma fai in modo che le due cose siano ben separate; l’opinione che gli altri avranno di te aumenterà ed ascolteranno molto più volentieri quando hai qualcosa da dire.
Per chiudere ricordo che è molto più facile passare da intelligenti stando zitti che parlando, teniamo sempre a mente questo prima di sputare fuori parole solo per dire la nostra anche se in realtà non abbiamo affatto una nostra da dire.
Se abbiamo ben sue apparati uditivi ed uno solo per emettere suoni, ci deve essere una ragione; non dimentichiamolo mai.
Sergio

Come sempre scrivetemi cosa ne pensate a:
fireofman@fireofman.com

Qui trovate i primi due post:
Social Skills per Introversi: il Carisma.

social skills per introversi; il Carisma (parte 2).

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