Silenzio al ristorante con contorno di smartphone

Poche cose al mondo sono più belle che starsene insieme ad una donna che ci piace intorno ad una tavola imbandita, mangiando, bevendo e parlando di tutto e di più, tenendo vivo quel gioco della seduzione che non è(e non deve essere) esclusivo dominio dei primi incontri.

“Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare, ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare”

(Manuel Vàzquez Montalbàn)

Migliaia, milioni, forse miliardi di seduzioni sono nate e cresciute davanti ad un tavolo pieno di cose da mangiare, già il grande Giacomo Casanova che di Seduzione ne sapeva qualcosa dedicava ai piaceri della tavola condivisi con una o più donne un’attenzione speciale:

in fondo condividere il cibo con una persona che ci piace, da cui ci sentiamo attratti, è fare i preliminari fin dalla tavola.

Mangiare è un bisogno fondamentale e nella nostra mente, nei nostri geni c’è ancora impresso il ricordo di quando mangiare non era così facile, di quando il condividerlo con un’altra persona era un atto di fiducia praticamente totale, un accettazione dell’altro/a nella ristretta cerchia di chi è meritevole di sopravvivenza.

Mangiare è sensuale, sovente anche erotico, è il preludio al sesso vero e proprio:

è la mente che si prepara fornendo al corpo le sostanze di cui ha bisogno per fare del buon sano sesso.

Si mangia attraverso la bocca che richiama in ogni momento giochi erotici di ben altra portata…

In fondo quando si vuole davvero esprimere tutta la voglia che abbiamo dell’altro si usano frasi di questo tipo:

“Ti mangerei”

“Ti prenderei a morsi”

Sovente più di una donna nell’estasi dell’orgasmo tende a mordere, niente è più vicino al sesso, all’essenza stessa della vita quanto il condividere il momento del mangiare.

Però questo non è un elogio delle proprietà seduttive del mangiare insieme, quanto del suo contrario:

coppie che se ne stanno sedute ai tavoli di un ristorante parlandosi quando va bene a monosillabi.

Che tristezza!

Questo fenomeno c’è sempre stato, ma fino a qualche anno fa non era poi così piacevole starsene in silenzio un’ora o più, quindi la coppia finiva per commentare il menù, quanto c’hanno a servirci, e poco altro di solito pettegolezzi o routine quotidiana.

Era poco lo so, ma non era niente, un minimo dialogo veniva talvolta tentato, poi la rivoluzione.

Cambiate tutte le carte in tavola!

Non c’è problema, un’ora, due o fossero anche tre, fino a quando la batteria dello smartphone regge preoccupazioni zero(nemmeno dopo, hanno così paura di dover parlare che hanno sempre con se almeno un power bank).

Senza considerare il fatto che è da persone maleducate e villane starsene molto tempo a farsi i cazzi propri sul telefono mentre siamo insieme ad un’altra persona, mi preme sottolineare come sia un’occasione mancata, una cosa inutile che si potrebbero risparmiare tranquillamente.

Stai a casa, invece che andare a mangiare fuori, quando l’unico piacere sono i piatti mangiati e non la compagnia dell’altra persona, fai più bella figura a stare a casa e spendi anche meno.

Ma Sergio, non lo sai che quando due persone sono molto prese, fortemente attratti uno dall’altra, possono starsene anche ore in silenzio ed è una cosa straordinariamente bella.

Certo che lo so, è uno svuotare la mente di ogni pensiero e semplicemente godere della presenza dell’altro/a.

Vuole il caso che è praticamente impossibile confondere due persone in questo stato beato con una coppia che invece non ha niente da dirsi.

In ogni modo ora il dubbio non c’è più, perché ognuno si fa i cazzi propri messaggiando su Facebook o guardando video di gattini per lei o spezzoni di partite per lui.

Tristezza, immensa tristezza!

Sarà la paura di restare soli, l’abitudine od altro che tiene insieme queste coppie poco importa, non lo so e non voglio saperlo:

quando vedo queste coppie che non si parlano, che si evitano a vicenda guardando lo smartphone, mi prende un’enorme tristezza, mi sento a disagio, quasi mi vergogno, mi sento in imbarazzo per loro.

Sergio

sergio@fireofman.com

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