Prima le donne e i bambini; l’esempio del HMS Birkenhead

Tra i desideri primari il sesso e quindi la voglia di riprodursi con conseguente ricerca di una partner viene al secondo posto subito dopo l’istinto di autoconservazione o di sopravvivenza per essere più espliciti, addirittura in certi casi come con il famoso motto prima le donne ed i bambini l’uomo con la ragione sublima questo istinto e pone al primo posto la sopravvivenza di specie facendo in modo che si salvino le donne che con le loro panze magiche possono creare altri nuovi nati ed i bambini che oltre ad essere dei grandi cacagazzo se li avete vicini a cena al ristorante, sono anche i giovani virgulti che assicurano il futuro della specie.

Ora questo poco c’entra con l’origine del famoso detto che deriva, non come molti pensano dal naufragio del Titanic, ma da circa sessantanni prima, quando il trasporto truppe HMS Birkenhead dell’allora impero inglese con a bordo anche alcune mogli di ufficiali e relativi bambini, si trovò in improvvisa difficoltà.
Il comandante della nave ordinò allora ai soldati di dare la precedenza alle donne e ai bambini in modo che potessero tutti usufruire dell’unica lancia di salvataggio disponibile; secondo le cronache dell’epoca tutti si misero da parte per far passare i 20 da salvare e rimasero in coperta fino alla completa sparizione della nave sotto le acque.
I 20 tra donne e bambini si salvarono, un altro 25 per cento di uomini fu tratto in salvo dopo, mentre nemmeno un ufficiale anziano sopravvisse al naufragio della HMS Birkenhead avvenuto il 26 Febbraio 1852.
Come prevedibile il nobile gesto, ennesimo di una lunga tradizione letteraria romantica cavalleresca che continuava da centinaia di anni ebbe un eco enorme negli organi di stampa e tra la popolazione in genere, infatti la frase specifica fù coniata pochi anni dopo in un romanzo del 1860 ma si ritrova nel senso anche in una famosa poesia di Kipling (Soldier an’ Sailor Too) che intende celebrare gli avvenimenti e l’eroismo dei partecipanti.
Anche se molti pensano sia una regola, in realtà è un protocollo, cioè una prassi consolidata che aveva dei buoni fondamenti di esistere al tempo, dato che le donne raramente sapevano nuotare e poi provate voi a nuotare con i vestiti con cui andavano in giro all’epoca; oltre al semplice fatto che per una semplice constatazione di resistenza fisica diversa, donne e bambini crepano prima nel freddo delle acque.
Parentesi, la prima causa di morte, soprattutto se non avete la diciamo fortuna di naufragare ai caraibi, non è l’annegamento, ma l’ipotermia, cioè il freddo, se è vero che ai caraibi dove eravamo prima con temperature dell’acqua sopra i 20 gradi si può sopravvivere anche qualche giorno, solitamente non più di tre in base alla nostra forma fisica, scendendo sotto questa temperatura il tempo di sopravvivenza scende in maniera esponenziale ed è di meno di tre ore anche poco sotto i 10 gradi per arrivare a pochi minuti con temperature dell’acqua vicine allo zero.
Quindi meglio per noi ometti stare in acqua, visto che magari grazie al nostro possente e prestante fisico campiamo quei trenta secondi in più che servono nelle serie tv per individuare e salvare l’eroe.
Come anticipato sopra il gesto da caso singolo, divenne nella marina inglese lo standard e sessantanni dopo con il Titanic dette grande prova di se, con circa il 74% delle donne, il 52% dei bambini e solo il 20% degli uomini salvati, cioè uno su cinque, mentre le dolci donzelle sopravvissute erano tre su 4; non male direi.
Anzi, dopo questa fatto si è diffusa una versione popolare e distorta del famoso detto che anche io pensavo fosse quella giusta ed originale, fino a che non mi sono meglio documentato:
Prima le donne, poi i bambini.
Quel ‘poi‘ messo lì, in fondo sono solo tre lettere, davvero poca cosa a pensarci sù, ma fa una grande differenza nel chi si salva e chi no…
Le cause vere dei meno bambini salvati sicuramente sono altre, come la minor resistenza dei piccoli in acqua o anche un alto numero di bambini nella infame terza classe da cui pochi riuscirono ad uscirne indenni o anche, posso solo ipotizzare, qualche omicidio volontario da parte chi li aveva avuti come compagni di tavolo al ristorante per l’intero viaggio…
Il 20% di uomini che si salvarono non ebbero almeno inizialmente certo vita facile, essendo bollati unanimamente e trattati ovunque come vigliacchi e codardi, perchè si riteneva che avessero rubato il posto alle donne ed ai bambini; cosa tra l’altro non vera perchè se è certo che prima si salvano sesso debole e piccoli mocciosi dispettosi, è anche vero che se c’è posto e tempo permettendo anche a qualche uomo a volte è concesso di sopravvivere a tali eventi sfortunati.
Purtroppo esempi recenti italiani che non commento ci dimostrano come l’onore cavalleresco di romantica memoria è cosa ormai perduta e dimenticata da un bel po’, con comandanti di nave che abbondonano per primi, lasciando senza remora alcuna gli altri ad affogare; da notare però che nessuna distinzione di sorta viene fatta riguardo al sesso o all’età dei futuri annegati, fregandosene alla grande sia delle donne che dei bambini o anche degli uomini, senza nessun ordine di precedenza.
Con questo post non è mia intenzione criticare il protocollo consolidato, per altro non sempre rispettato, quanto la validità dell’applicazione letterale nel presente, con donne che hanno raggiunto pari diritti e doveri, popolazione che è in continua crescita ed altro:
è meglio salvare una donna ottantenne o un uomo di 25 anni?
E poi quando uno smette di essere bambino e diventa uomo?
A 12 anni, a 14 o forse dopo i diciotto anni?
Vista la cronica mancanza di donne belle ed intelligenti in giro, forse potremo fare una selezione su quello, primo le donne bone e giovani poi le bambine con a seguire i bambini, poi gli uomini sotto i 40 poi le cesse, poi le stupide poi tanto gli altri sono già tutti annegati possiamo anche smettere di elencarli…
Non so, era solo un’idea di un nuovo tipo di protocollo che risponde di più ai bisogni attuali, ma credo che la mia provocazione ironica non troverà mai attuazione nella realtà, dove prevale il si salvi chi può odierno che le cronache recenti ci hanno fatto impietosamente vedere ed ascoltare.
Comunque per consolare codardi, vigliacchi, mezziuomini ed altre oscenità simili dei tempi moderni, va ricordato che sulla HMS Birkenhead si dice lo stesso capitano abbbia sguinato la spada per far rispettare l’ordine dato sulla precedenza, mentre per salvare tre donne su quattro dal naufragio del Titanic, il comandante aveva autorizzato l’uso della forza, a cui fu effettivamente fatto ricorso, per sparare contro alcuni passeggeri uomini che non avevano propria voglia di cedere il loro posto a donne o bambini, questo ci dovrebbe in parte rallegrare; perché secondo il proverbio mal comune mezzo gaudio, scopriamo che la vigliaccheria non è una prerogativa esclusiva del secondo millennio, ma allo stesso tempo ci rattrista perchè uomini con le palle che prendono decisioni così forti, le fanno rispettare e se ne assumono la responsabilità e conseguenze, non ve ne sono quasi più.
Per chiudere direi di mettere un nuovo protocollo, dove si dice:
prima i più piccoli, poi sù a salire con l’età
In questo modo, nessun sessismo, nessuna preferenza di razza bellezza od economia (nel Titanic qualche super ricco il posto lo trovò subito nelle scialuppe di salvataggio) solo una semplice constatazione in base all’età; a chi ha vissuto meno viene data maggiore possibilità di vivere ancora, i più anziani, indipendentemente se donne uomini o trans (con il detto originale non sappiamo quando salvarli…), avranno meno possibilità, ma questa è la dura legge della vita.
fireofman@fireofman.com

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