Marco Aurelio a se stesso sulla bellezza e sulla lode

Marcus Aurelius Antoninus Augustus

Colloqui con se stesso

Libro IV paragrafo XX

Tutto quel che per qualsivoglia ragione è bello, è bello di per se stesso e si conclude in se stesso, senza che la lode ne costituisca una parte. Ciò che è lodato, quindi, non diviene per questo peggiore né migliore. Lo dico anche a proposito delle cose comunemente definite belle, ad esempio gli oggetti materiali e i prodotti artistici. Invece, ciò che è veramente bello di che altro ha bisogno? Di nulla, esattamente come la legge, come la verità, come la benevolenza o il pudore. Quale di queste cose è bella se è lodata o perde valore se è biasimata? Uno smeraldo diventa peggiore di quel che è, se non viene lodato? E l’oro, l’avorio, la porpora, una lira, un pugnale, un fiorellino, un alberello?

Il grande Imperatore romano Marco Aurelio nato a Roma il 26 Aprile 121 e morto a Sirmio il 17 Marzo 180 ci dà una grande lezione sulla lode, su quanto sia inutile farne e su come non cambi la sostanza delle cose.

I suoi pensieri riuniti nei Colloqui con se stesso, più frequenti chiamati semplicemente “a se stesso” sono una lettura obbligata per chi vuole elevarsi spiritualmente e culturalmente:

magnati, miliardari e uomini di successo di ogni età e latitudine non mancano di menzionare questo libello tra le letture obbligate, quelle che più hanno inciso sul formarsi della loro anima(se esiste) e sul loro carattere di Uomini prima ancora che cittadini.

Un uomo, un politico che aveva orrore del potere e che cercava di sottrarsi ad esso, ma da stoico quale era accettava quello che il destino aveva in serbo per lui.

Un politico all’epoca imperatore che non accetta le decisioni del Senato Romano di assumersi tutto il potere e chiede ed ottiene che Lucio vero(Lucius Ceionius Commodus Verus) venga eletto imperatore insieme a lui in piena ed assoluta parità(meno la carica di pontefice massimo non condivisibile).

Siamo davvero decaduti molto in basso:

non parlo tanto della politica che è fin troppo facile spararci sopra,quanto dei molti tra noi capaci solo di lamentarsi e non agire come diceva sempre Marco Aurelio:

Ad ogni istante pensa con fermezza, da Romano e maschio quale sei

Lasciamo perdere le cose tristi e torniamo alla bellezza, più volte ho ripetuto come perfettamente inutile dire a qualsiasi donna bella, splendida, strafica che è fatta bene, non è scema, già lo sa, gli viene detto e fatto capire ad ogni istante della giornata:

le file non esistono per lei, coppie di maschi che parlano dei fatti loro si bloccano ed ammutoliscono al suo passaggio, spesso deviando dalla loro strada per avere il privilegio di un altro fugace momento di beltà negli occhi.

Riconosco in Marco Aurelio uno spirito simile, non per la grandezza, io sono infinitesimale rispetto a lui, quanto per la disposizione d’animo, una certa timidezza dell’animo e dei modi, una passione per la cultura, per le cose importanti, lontane dall’effimero che però lo rendono molto più maschio ed attraente di tanti spaccalegna da copertina di giornale di fitness.

Non va dimenticato che si sposò la bella Faustina di soli 14 anni, dato che all’epoca se uno si sposava una più grande anche solo di 10 anni lo avrebbero internato immediatamente, e gli fece fare la bellezza di 14 figli minimo, quindi sembra che nonostante il suo carattere schivo e non spaccone, il testosterone ne avesse davvero in abbondanza.

Rispetto e silenzio, concludo cambiando leggermente la massima sopra, visto che non sono romano ed in un ottica di qualche migliaio di anni i confini in un mondo sferico fanno anche ridere:

Ad ogni istante pensa e poi agisci con fermezza da Introverso e maschio quale sei

Vedrai che le belle donne, le migliori non ti mancheranno mai!

 

Sergio

sergio@fireofman.com

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