Le tre componenti chiave del Carisma: Empatia

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L’empatia, il calore umano rende il carisma una qualità positiva

Eccomi giunto all’ultima parte di come comprendere il carisma diviso nei suoi tre punti cardine; visto che ho già affrontato Presenza e Potere, rimane solo l’empatia che può essere definito in certa misura come calore umano.
Ho lasciato per ultima questa qualità perché risulta essere la più difficile da fingere senza essere scoperti.

Se in una certa misura si può ingannare quasi tutti con la presenza, ad esempio facendo finta di ascoltare guardando l’interlocutore negli occhi e facendo regolarmente segni di assenso con la testa quando in realtà pensiamo a tutt’altro e le sue parole non sono niente altro che un rumore fastidioso, ma neanche troppo.
Identica cosa si può dire per il Potere, per chi si trova in posizioni elevate in qualsiasi settore(politica, soldi, circolo sociale ecc.) non è difficile mostrare al mondo una sicurezza che guardando bene non esiste.
Anche per chi mancante di mezzi è possibile se uno lo vuole davvero, incrementare la sua autostima, la sua confidenza da mostrare all’esterno e quindi alla fine risultare come persona “Potente”.

Questo vale assai meno per l’empatia:
è una qualità sottile, rara da trovare nelle persone con cui ci confrontiamo quotidianamente e soprattutto facile da riconoscere quando non è genuina.
L’empatia è quella che ci distingue da Hitler o altri esempi di uomini carismatici, ma purtroppo per l’umanità veramente cattivi; non solo, ci aiuta anche a non far arrivare nella nostra cerchia più o meno intima le persone sbagliate.
Mi spiego meglio:
Hitler o altri dittatori presenti e passati non mancano certo di Carisma, ma attraggono verso di loro, altre persone affamate di potere oppure che si riconoscono in una visione del mondo per definizione cattiva e malvagia.

Alla voce empatia il dizionario di Repubblica ci dice:
Processo psicologico per cui una persona si identifica con un’altra condividendone le situazioni emozionali“.
Ho scelto la definizione di Repubblica perché pur essendo breve rende molto bene l’idea.

Capire immediatamente lo stato di un altra persona oltre a risultare potentissimo nel creare legami, ha anche il grande vantaggio, di cui alcuni abusano, che possiamo riconoscere immediatamente che effetto fanno le nostre parole e/o azioni e quindi modificare leggermente il nostro modus operandi per far andare l’altro nella direzione da noi voluta.

Un altro problema che abbiamo talvolta noi Introversi, è che pur essendo empatici non riusciamo a dimostrarlo in maniera visibile all’altra persona, il che equivale ai fini pratici a come non essere empatici affatto.

Vediamo quindi in quest’epoca digitale come dimostrare il nostro ‘aver a cuore l’altro‘.
Intanto anche se è l’era di Facebook e Google riprendiamo il controllo e soprattutto il numero dei colloqui ed interazioni faccia a faccia:
è palese che non si può essere empatici con un “mi piace” dato in un decimo di secondo su Facebook.
Anche praticare regolarmente la meditazione aumenta la nostra empatia, Budda è stato sicuramente una delle persone più empatiche della storia umana:
il suo essere compassionevole, il voler aiutare sinceramente gli altri, mettendoli anche prima della sua persona(in fondo era illuminato, superiore alle cose del mondo) lo ha reso e lo renderà per sempre come persona dotata di eccezionale Carisma.
Esiste un particolare metodo di meditazione che è basato tutto sull’essere una sola cosa, sulla constatazione che non siamo due cose diverse: tutto è uno.
Quindi se io e te siamo una cosa sola, come posso non sentire, percepire ed essere partecipe dei tuoi stati emotivi.

La persona avara ed egoista che si ritiene molto più intelligente o furbo degli altri difficilmente sarà empatica e quindi l’unico carisma che può aspirare di ottenere è quello malvagio.
Vedere l’altro come un nemico, come qualcuno da fregare o comunque in qualche modo minore di noi, ci chiude la possibilità di entrare davvero in contatto con la sua essenza più profonda:senza di ciò l’empatia non può esistere ed il nostro carisma sarà zoppo ancora prima di partire…

I comportamenti che ci permettono di essere empatici e soprattutto che gli altri(meglio ancora le altre), si aprano a noi(e non intendo le gambe in questa frase n.d.a.), li abbiamo già esaminati nei vari e tanti post sui social skills.
Tra i più importanti vi è il nostro tono di voce che deve essere maschio e profondo, la velocità, il volume e le pause con cui ci rivolgiamo agli altri, in più risulta come sempre sempre fondamentale le micro ed anche macro espressioni che appaiono costantemente sulla nostra faccia e sono indicatori infallibili della nostra sincerità.

Siamo arrivati alla fine di questa piccola serie sul carisma diviso secondo Presenza, Potere ed empatia; qui trovate i link ai due precedenti articoli:

Le 3 componenti chiave del Carisma

Le tre componenti chiave del Carisma: il Potere

Sergio
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