L’autostima è responsabile della percezione del nostro mondo

Ovvero i problemi maggiori sono nella nostra testa.

Lo so, lo leggo dalle vostre lettere, messaggi ed email come vi sentite, quanto è duro fare il salto di qualità e mentalità necessario a trasformarsi da timidi (talvolta)al limite della Fobia sociale, ad Introversi sani che quando vogliono hanno e sanno usare i social skills necessari a stare bene fra tante persone(magari per poco tempo).

Lo so prima di tutto perché l’ho provato sulla mia pelle:

brutto essere quello che legge, che preferisce un libro alla partitella a calcio con gli amici, brutto essere quello che quando parla pensano tutti che vuole fare un po’ lo snob quando va bene.

Quando va male pensano invece che sei troppo, decisamente troppo strano, che vuoi distinguerti per fare il ganzo e basta, che alla fine non sei una persona tanta gradita…

Alla fine le esperienze nella fasi iniziali della vita, i risultati delle prime interazioni magari pure causali, vanno a formare il nostro carattere:

carattere completo magari no, quello lo avevamo predisposto all’introversione, ma le nostre abitudini, come reagiremo a certe situazioni quello si, senza dubbio alcuno.

Molti uomini introversi od anche timidi non hanno un modo di pensare utile quando si tratta della seduzione, del rapportarsi all’altro sesso:

danno per scontato l’avverarsi della peggiore situazione possibile.

Prendiamo ad esempio una donna seduta a qualche metro da lui che guarda insistentemente proprio nella sua direzione.

La reazione tipica, il processo logico di un timido è sovente di questo tipo:

ma… con questa luce non si capisce bene se davvero guarda me…

Se vado lì ma che gli dico, magari dopo un minuto che parliamo arriva il fidanzato burino che vuole pur far vedere quanto è macho e quindi finisce pure in rissa.

Ahhh, ora ho capito, nella mia stessa direzione rispetto a lei c’è una altro ragazzo dietro tutto figo, è a lui che flescia, non certo a me, sembrava troppo bello per essere vero:

infatti non lo è!

Con quella massa di bei capelli lunghi gli deve fare davvero caldo, è venti minuti che se li sposta dal collo, che ci gioca e cerca di far prendere aria alla pelle sotto.

Donna molto sociale ed estroversa quella conosciuta stasera, mi avrà messo la mano sul braccio venti volte, è veramente espansiva, quasi troppo.

Sicuro che praticamente tutti voi che mi leggete avrete notato che tali giustificazioni mentali nel timido, nell’introverso, possono essere lette in modo completamente opposto, cioè come segnali di interesse nei suoi confronti.

Vediamo invece cosa pensa un uomo che sa quanto vale, indipendentemente da timido si/no, introverso od estroverso:

La luce è scarsa e lei è molto brava a non farsi beccare mentre mi guarda, ma si vede da un km che non le sono indifferente, nella sua testolina si sta domandando chi sarà, da dove viene, questo uomo così figo.

Prima vado a conoscerla meglio è, più tardi la situazione potrebbe non essere così favorevole, del resto cinque minuti, a volte anche solo uno, sono sufficienti per conoscerla e trasmetterle un emozione, un creare qualcosa di indefinito tra di noi che lascia il segno su di lei e ci fa diventare l’oggetto dei suoi pensieri.

Sicuro che mi sta flesciando con gli sguardi, ci sono solo io nella direzione dei suoi occhi, almeno che qualcuno non voglia pensare che flirta con lo sfigato unico che ho alle mie spalle, anzi fammele mettere contro il muro le spalle e soprattutto il fondoschiena, non vorrei che attiro un certo tipo di attenzione pure da lui…

Non sa più come fare per farmi smuovere, sono venti minuti che mi provoca, vado a conoscerla, ho aspettato pure troppo, non succederà più.

Non può fare a meno di toccarmi coscientemente ed in modo inconscio, è eccitata e vuole scoparmi al più presto, sta cercando un escalation di contatto fisico(che a regola dovrebbe fare l’uomo…).

La differenza tra questi due modi di vedere le cose, di pensarci su, è decisamente enorme, soprattutto quando andiamo a vedere i risultati ottenuti.

Se la donna ci guarda realmente per interesse nei nostri confronti o perché siamo in direzione di un altro o solo perché è un po’ strabica e non ci vede bene da lontano, non cambia di certo in base alla nostra differente percezione, negativa o positiva che sia.

é un’altro e 1000 volte più decisivo il fattore che cambia:

cambia il nostro modo di comportarci in base alla differente lettura che facciamo delle varie situazioni.

Così nel primo caso rimarremo a fare tappezzeria al locale o altro luogo dove l’abbiamo vista, sognando e auto sabotandoci in modo pesante.

Nel secondo, ricambieremo i segnali di interesse, per confermare ciò che pensiamo, che abbiamo percepito:

meglio ancora quando passiamo direttamente all’azione, che è infinitamente meglio.

Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, ma oggi mi è presa così, sono Sergio lo spiegatore oggi, quindi facciamo un bel salto nel tempo e vediamo il nostro fac-simile dopo 1/3/5/10/20 anni.

La prima personalità che si autosqualificava, è ancora a fare tappezzeria o reggere colonne portanti della struttura, con risultati normalmente poco sopra lo zero, quando non esattamente zero(l’inazione fa scendere pure sotto ma per ora non complichiamo la cosa inutilmente.

L’altro, colui che percepisce la situazione come favorevole, indipendentemente se lo è davvero, avrà ormai agito decine, centinaia di volte, approcciando e conoscendo una miriade di donne.
Magari all’inizio era pure delusional, la sua percezione era sballata e non se lo filava nessuna o quasi, ma:
il suo agire, il suo provarci essendo convinto, certo delle proprie potenzialità lo avrà fatto migliorare enormemente.
Quindi pian piano che le donne lo guardano e lo vogliono diventa vero, facilitandogli il ‘lavoro’ ed il suo costante miglioramento.

Sergio

sergio@fireofman.com

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