Introversione: non posso vedere nella tua testa mi dispiace

posso però vedere i tuoi schifosi social skills

Tra gli introversi, ma non solo, c’è un attitudine che diventa in molti casi comportamento reale ed infine abitudine quotidiana che tende a danneggiarli assai più di quello che loro pensano(più o meno coscientemente).
Tendiamo a pensare che sia responsabilità altrui riconoscere che splendide persone siamo in fondo noi.
Ora dato che faccio parte di questa categoria pure io, lo so, ci sono caduto(ed a volte ci cado ancora) in questo comportamento errato; purtroppo nessuno può vedere nella nostra testa, mentre vede immediatamente le nostre abilità sociali, il nostro stile di vestire, il nostro modo di comportarci nei confronti degli altri.

Fatemelo precisare bene perché sia chiaro:
è nostra responsabilità far capire agli altri che persone siamo.
Quindi se loro ci vedono come scostanti, maleducati e poco socievoli, non è colpa loro, ma nostra, che in qualche modo abbiamo dato loro modo di pensare questo.
Se questo risulta noioso e per alcuni difficile da accettare, poco importa; il mondo funziona in questo modo, giusto o sbagliato che sia e sta a noi adattarci o soffrirne le conseguenze.
Ora prima che qualcuno fraindenda l’adattarsi con diventare brutte copie di un estroverso da manuale, con i suoi modi da clown della compagnia, con la sua arroganza ed intrusione nello spazio personale altrui, premetto subito che non è certo questo che intendo, anzi l’esatto contrario.
Adattarsi vuol dire che almeno in situazioni sociali, quel tempo che tanto ci dobbiamo stare comunque mettere in atto certi comportamenti, cambiare parzialmente e sempre in accordo con la nostra natura come ci poniamo rispetto agli altri, può avere enormi benefici non solo nella vita sociale(questo è scontato) ma nella totalità della nostra vita.
Questo ci da oltre ad una grande responsabilità anche un grande vantaggio:
se dipende da noi possiamo cambiarlo, se dipendeva dagli altri era impossibile farlo.

Va compreso a livello esistenziale, non solo intellettuale come siamo soliti fare, che l’essere ad esempio socialmente imbranati è solo un’etichetta che noi stessi ci diamo più o meno coscientemente.
Nessuno ci obbliga a comportarci in tale modo, ma al momento che ci diciamo che siamo così, credendo fermamente che non possiamo comportarci in modo diverso, tenderemo a mantenere il ruolo in cui ci siamo autorelegati.
Con il passare del tempo e con le conferme che il mondo ci da, tendiamo ad estremizzare alcuni comportamenti che rispecchiano quello che pensiamo essere il nostro modo di essere.
Il mondo esterno, il vivere la nostra vita ci dà anche informazioni contrarie, ma il nostro crederlo ci porta ad essere sempre più influenzati da uno dei più frequenti bias cognitivi:
Confirmation bias(wikipedia-Eng)
che altro non è che la tendenza a dare spropositato maggiore peso alle informazioni ed eventi in linea con quello che pensiamo(in questo caso l’essere scarsi socialmente) mentre allo stesso tempo diamo pochissimo peso e scartiamo ogni informazione o fatto che contraddice il nostro credo.

Fatemelo ripetere ancora una volta:
è possibile cambiare in un istante i nostri comportamenti, non importa per quanto tempo e/o per quante volte ci siamo comportati nello stesso esatto identico modo:
nello spazio di un momento, una decisione cosciente e ZAC! possiamo comportarci in modo leggermente diverso, molto diverso o esattamente al contrario:
è in nostro potere farlo!

Facciamo un semplice paragone, avete presente una caverna nelle viscere della terra come si usa dire, non ha aperture all’esterno, il buio, l’oscurità ha regnato sovrana per milioni di anni, visto che dopo poco la formazione della terra si è creata anche tale grotta sono in realtà miliardi di anni che The Dark ha regnato incontrastato, mai niente ha intaccato questo perfetto muro nero.
Poi qualcuno fa un piccolo foro, vi accende un semplice fiammifero o una candela ed improvvisamente l’oscurità non esiste più:
miliardi di anni di buio svaniti in un momento…

Sergio
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