Introversione: che lavoro fai? Come rispondere in modo interessante

Alcune idee per rendere interessante la domanda più banale del mondo

Abbiamo visto nel post risultato molto popolare Carisma e Seduzione: come rispondere alla domanda più comune come un semplice cambio di parola, di definizione può cambiare totalmente il modo in cui il nostro lavoro e per trasposizione noi stessi veniamo percepiti.
Oggi vediamo di fare un ulteriore salto in avanti ed arricchiamo le nostre abilità sociali imparando come fare giustamente tale domanda e come rispondere in modo che la conversazione non solo possa proseguire, ma se è il caso continuare creando un interesse(vero) in chi c’ascolta.

Ancora prima di ciò, se ancora non avete provato, imparate a tenere conversazioni dove le due domande scontate e banali vengono evitate per il tempo più lungo possibile come descritto qui:
Social skills per introversi (prima puntata)
Fatto ciò, facile da fare in posti dedicati al divertimento ed al tempo libero, veniamo ad ambienti più formali dove è quasi un obbligo chiedere e sapere cosa fa l’altra persona.
Nonostante l’intrinseca difficoltà possiamo venirne fuori brillantemente con modi e metodi che non solo salvano noi ed il nostro interlocutore/trice da imbarazzo, ma producono un’ottima impressione sull’altro; talvolta aiutandoci anche professionalmente.

Partiamo da quando siamo noi per primi a chiederlo, perché per qualsiasi strano motivo nostro abbiamo deciso che è importante saperlo, mai e poi mai chiedere che lavoro fai, ma uscire con altri metodi che hanno lo stesso risultato, ma danno maggior libertà di risposta alla persona a cui lo stiamo chiedendo; del tipo:
e dimmi… come occupi la maggior parte del tuo tempo?

Lo so qualcuno dirà che è come chiedere che lavoro fa, visto che la maggior parte di noi passa la maggior parte del tempo lavorando.
No, non è uguale per niente, per vari motivi:

1) la persona ha libertà di scelta se rispondere come passa il suo tempo al lavoro o quello del resto della giornata.

2) Alcune persone non lavorano, casalinghe, studenti, persone in cerca di un primo lavoro, oppure sono al momento tra due impieghi differenti dove il secondo può essere visto come un tornare indietro rispetto al precedente. Quindi può essere molto imbarazzante per loro rispondere ad una domanda diretta, questo modo offre molteplici via di uscita onorevoli e possibilità di risposte variabili.

3) Altri fanno lavori strani, difficili da spiegare o imbarazzanti da dire in pubblico(seziono cadaveri per il comune, pulisco le fogne manualmente …).

4) altri ancora non lavorano e vivono di rendita, ma non gli va di dirlo a tutti, meglio evitare e parlare di come passano le giornate.

5) I fissati del lavoro li beccate subito da come rispondono e da come si autovalutano solo in base al lavoro che fanno.

Anche qui come in altri settori non fissarsi su di un modulo, una domanda, ma testare, testare ed ancora testare.
Provate a variare leggermente il modo con cui lo dite, cambiate le parole usando sinonimi, molte volte piccole variazioni possono producono grandi differenze nei risultati e questo è anche normale sono sistemi caotici.
Sperimentate anche con il tono della voce, quando e come dirlo, a che punto della conversazione fare questa fatidica domanda( con le donne evitarla per più tempo possibile), se farla o aspettare che ci venga fatta, le combinazioni sono innumerevoli, ma dato che è una delle più frequenti, avremo continuamente nuove occasioni per scoprire quale versione ci fa ottenere i migliori risultati.

Passiamo ora alla situazione opposta, la domanda più o meno direttamente viene fatta a voi:
come rispondere?
Abbiamo già visto e spero per voi testato la risposta che funziona meglio, ora facciamo un ulteriore passo avanti:
passiamo da una risposta fatta di una sola parola che normalmente produce un secco commento di convenienza e niente di più ad una risposta fatta di una frase che offre alla persona con cui parliamo appigli e modi con cui relazionarsi o addirittura per ambienti di lavoro trovare utili per se(quindi anche per espandere il nostro business).

Quindi come regola generale mai rispondere con una sola parola, del tipo
Elettricista, ingegnere, programmatore ecc. ecc.

mettiamo siete in un posto ed avete appena conosciuto una persona che vi ha risposto dicendo di occupare il suo tempo viaggiando dato che ha una rendita di famiglia ed in più amministra per hobby un paio di condomini
Il vostro lavoro è disegnatore di impianti elettrici.
Alla domanda che lavoro fai che vi porge lui, se voi rispondete elettricista sperando di generare interesse e lavorare nei due condomini che amministra l’avete fatta molto bassa.
avrà già un elettricista di fiducia e non vede perché cambiare con voi.
Provate tanto per dire un’idea a rispondere così:
mi occupo di mettere a norma impianti elettrici industriali ed abitazioni civile con la legge che sarà obbligatoria in 6 mesi.
In realtà se già sapete che lavoro fa lui, potete togliere alcune parti che non gli interesseranno(in questo caso la parola industriali) ed aggiungerne altre adatte all’occasione(che ne so, salvando la maggior parte dell’impianto esistente o quello che è più pertinente ed utile per lui).

L’obiettivo non è mentire, mai mentire, non per qualche stupido motivo morale, ma perché prima o poi salta fuori la verità o addirittura ci autosputtaniamo e ciò renderà la nostra vita molto più difficile:
la verità è una e facile da ricordare, le versioni false ed alternative sono infinite e con il tempo diventa impossibile ricordare cosa abbiamo detto e a chi…
L’obiettivo è dare alla persona con cui parliamo una ragione per cui possiamo esserle utile(in situazioni lavoro-relate) o qualcosa a cui attaccarsi, che conosce per continuare in modo scorrevole la conversazione(per situazioni di piacere e/o seduzione).

Per oggi basta così, ma ci ritorneremo…

Sergio
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