I costi nascosti dell’Introversione

La mancanza di Social skills sviluppati ci costa talvolta molto cara

Conosciamo a menadito i problemi visibili che essere nella parte rossa dell’introversione, quella che si avvicina di più all’essere timidi, comporta per alcuni di noi ogni giorno, purtroppo lo sappiamo bene fin da quando eravamo piccoli con ancora il pistolino in modalità S.S.P.P.= Serve Solo Per Pisciare
Abbiamo iniziato con i report della maestra, è bravo ma parla poco, poi perchè non vai a giocare con i compagni, e poi non parli mai, e che ci fai rinchiuso in casa, passando per dovresti aprirti di più( e cosa sono lo sportello della macchina…).

Certo non possiamo e neanche lo vogliamo, contentare tutti, ma il nostro essere soventi scambiati per snob arroganti o attribuirci il fatto che crediamo di essere migliori(anche se spesso lo siamo veramente, visto l’intelligenza media di certi personaggi in giro), contribuisce a farci pagare un costo di cui non siamo consapevoli, ma che è reale, esiste e frequentemente è causa di eventi negativi o ancor di più la mancata realizzazione di quelli positivi.

Facciamo qualche esempio per capirci meglio:
A nostra insaputa una persona vuole assumerci, comprare qualcosa da noi, comprare una quota della nostra società, od anche semplicemente aggiungerci alla lista di invitati ad un party, una festa di compleanno o di laurea.
Non conoscendoci magari direttamente da lungo tempo, tale persona domanderà a quelli che ci conoscono più di lui, tralasciando proprio la cerchia più stretta del nostro circolo perché sa che non sarebbe un giudizio obiettivo quello che ascolterebbe da tali persone.
Purtroppo nell’inner circle è anche l’unico posto(o quasi) in cui diamo il meglio di noi, dove la nostra vera natura fluisce liberamente e da il meglio di se, facendoci risaltare al top delle nostre possibilità.
Quindi l’offerta di lavoro, la commessa, l’ordine potrebbe essere stoppato sul nascere da parole poco lusinghiere nei nostri confronti, dovute non tanto a cattiveria, quanto ad un conoscerci poco, al vedere solo il lato più scontroso o indifferente di noi, che è poi quello che usiamo come armatura per difenderci dal mondo.
Tutto questo si svolge ed accade senza che noi sappiamo niente sul momento o per quanto vale anche in futuro.
Contratti, lavoro, feste, decine o anche centinaia d’opportunità bruciate, solo perché qualcuno ha chiesto il parere a qualcun altro che aveva precedentemente interagito con noi trovandoci strano, antipatico, non adatto in società, o semplicemente ce ne stavamo troppo per le nostre; basta questo in una società di estroversi e che mette il cazzeggio come modello sociale a farci vedere come esseri strani e di cui in fondo diffidare.

Praticamente l’introverso ai limiti del timido deve lavorare minimo il doppio per sopperire alla mancanza di aiuto sociale che una persona più estroversa riesce ad avere senza sforzo alcuno, questo porta a formare un’aumentato individualismo che alimenta un circolo vizioso, in cui la persona è portata a contare solo sulle proprie forze, prendendosene giustamente i meriti; questo però causa invidie e gelosie che alimentano ancora di più il nostro non essere graditi.

Non ci credete, eppure è così, nove volte su dieci prima dell’avvento di internet qualsiasi estroverso vendeva la sua auto usata senza problemi, mentre l’introverso era costretto a darla indietro al concessionario perdendo notevoli benefici economici:
Più persone conosci e più sei ben visto da loro e maggiormente aumentano le tue possibilità in un’infinità di settori.

Questo c’introduce al concetto di serendipity, parola intraducibile per la quale la definizione “piacevole sorpresa” non rende neanche lontanamente l’idea del suo significato, un po’ meglio questa definizione inglese trovata su www_mybeautifulwords_com:
the effect by which one accidentally stumbles upon something truly wonderful, especially while looking for something entirely unrelated.

Già proprio così, il non sfruttare adeguatamente le abilità sociali che abbiamo e che possiamo con leggero sforzo sviluppare ci nasconde, ci mette fuori dalla nostra portata chissà quali meraviglie.
Il saltar fuori dalla nostra zona di confort è spesso il passo minimo ma necessario perchè qualcosa di davvero bello ed inaspettato accada, solo facendo qualcosa di diverso può ‘capitarci’ qualcosa differente, è un piccolo sforzo da fare non aspettandosi niente in cambio, solo per il gusto di provare nuove cose, posti o persone che prima o poi, quando meno ce lo aspettiam, ci ripagherà con interessi altissimi in settori inaspettati ed in modo totalmente imprevedibile.

In questo post ho fatto alcuni esempi monetari o lavorativi, ma la parte oscura(star wars docet) dell’introversione, quella più vicina alla timidezza psicologicamente rilevante, ha per alcuni di noi costi enormi anche su quello che amiamo di più in assoluto, cioè le donne:
solo dando la possibilità alla serendipity di accadere potremo realizzare pienamente il nostro pieno potenziale, starsene chiusi in casa o frequentare i soliti due posti con il solito look sfigato non ci aiuterà di certo.
Aiutati che Manitù(forse, se ha voglia) ti aiuta

Sergio
fireofman@fireofman.com
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