Femminismo: non tutti i lavori sono uguali

Pensieri in libertà su quote rose e altre quisquilie

Ormai non passa giorno che femministe e maschiopentiti di ogni età e latitudine ci ricordano quanti passi mancano ancora perché esista davvero la par condicio tra generi.
<divertente, molto divertente se non fosse così triste da risultare patetico, il tentativo di rendere mandatarie le quote rose in sempre più settori privilegiati della società.

Ogni cosa che diventa obbligatoria è normalmente deleteria, con l’assurdo che in Svezia nelle scuole a forte concentrazione femminile tipo sociologia, lettere, psicologia, la legge fatta per proteggere il diritto al 50% di donne diventa una scappatoia per gli uomini che entrano per il 50% anche avendo voti bassi…
Quindi ora sono le donne che chiedono l’abrogazione della legge fatta per proteggere i loro interessi.
Del resto è sempre così, la legge per proteggere i minori dalla pornografia in USA ha un terzo degli arrestati che sono proprio i minori che doveva difendere…
Comunque non contente di queste storture le nuove e vecchie leve del femminismo continuano a chiedere “garanzie” di aumento di quote rosa, il che è stupido già solo dirlo, figuriamoci metterlo in pratica.
Quindi abbiamo secondo i casi:
In politica non ci sono abbastanza donne
poche sono le rappresentanti femmine nei consigli di amministrazione
così come sono poche in altre carriere ad alto status e compenso monetario.
Tutto giusto?
Forse, un certo ambiente maschilista può essere rimasto, o meglio spero che sia rimasto, ma la domanda che faccio io è diversa e rende bene l’idea dell’ipocrisia di tali femministe:
Perché nessuna propone le quote rose per lavorare negli stretti cunicoli delle miniere,
perché nessuna le vuole per i cantieri edili o autostradali dove ogni giorno muore qualche operaio
così come per altri centinaia di lavori deleteri e tossici per la salute.

Non c’è grande richiesta di quote rose nemmeno per le piattaforme petrolifere, o le saldature degli oleodotti nel deserto libico, eppure la percentuale degli uomini in tali cantieri con turni di lavoro massacranti e lontani da casa è vicina al 100%; sono sicuro che un tocco femminile ci starebbe molto bene, sicuramente molto meglio che in parlamento dove si viene eletti e non vedo il problema quote rosa:
in fondo le donne sono la maggioranza in Italia, se si vogliono autovotare nessuno può impedirglielo.
Comunque visto il risultato con la Clinton io ci penserei due volte nella scelta:
se solo era meno “passata di moda” forse prendeva quei voti in più necessari ad essere eletta; senza contare che la pompa fatta a suo marito(dalla linscky) e che la rende di fatto (semi)cornuta è sicuramente la più famosa della storia recente e quindi visto che divorziano tutti lo poteva fare anche lei…

Fortunatamente il problema non si pone, dato che sempre più università e professioni hanno test all’ingresso e quindi non guardano affatto se uno ha il pisello o la topa oppure anche trasgender come nei bagni ormai obbligatori in molte scuole americane, almeno fino a che Trump passa a riverniciare…
Chi fa il punteggio più alto entra, quindi presto avremo molti professori e dottoroni ormai relitti dei passati anni 70 finalmente sostituiti da una marea di donne in carriera.
Di questo non possiamo che essere contenti, l’uomo reagisce e sopporta meglio quando il dolore anche ripetuto è inflitto da una donna; ne sono prova i milioni di uomini sposati che continuano a ripetere “va tutto bene”…

Purtroppo per le donne, l’uomo è subdolo e non saranno certo queste quisquilie a fermare il suo progetto ultra-millenario di esclusione della donna da ogni lavoro che merita:
se la donna prende il posto dell’uomo, l’uomo metterà i robot al posto della donna:
problema risolto sul nascere!

Ebbene si la rivoluzione tecnologica in atto, altro non è che il nuovo sistema con cui l’uomo afferma la rivincita del proprio testosterone, il celodurismo portato all’ennesima potenza dei pistoni d’acciaio robotici…

L’aumento vertiginoso negli ultimi anni di matrimoni misti, con sempre più uomini che decidono di prendersi come compagne di vita donne dei paesi puù tradizionali, dovrebbe far riflettere molte donne su quali siano le qualità per cui l’uomo è disposto a rinunciare a buona parte della libertà.
Da sottolineare che molti dei maschi che cercano moglie all’estero non sono affatto i più retrogradi o conservatori, anzi è vero l’esatto contrario:
proprio le persone più in linea con i tempi e con l’evoluzione sono quelli che ricercano donne che richiamano in qualche modo le vecchie generazioni, senza cedere a comportamenti anacronistici.

In fondo l’uomo è semplice, mangiare bere ed una donna da scopare non acida, sono normalmente più che sufficienti per renderlo discretamente felice:
non passa certo la sua vita a pensare a come tenere a bada le donne, non farle lavorare, realizzare o candidarsi alle elezioni; questi sono films e seghe mentali che le più oltranziste fra le donne fanno pur di non realizzare che se non ci sono tante donne in quei posti e perché in fondo la maggior parte delle donne non vuole andarci!

Sergio
fireofman@fireofman.com

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