Dall’uomo tutto di un pezzo all’uomo con le pezze…

Dove sono nato e cresciuto c’era un metodo infallibile per far smettere di piangere un bambino, anche quando aveva le ginocchia piene del famoso ed apprezzato ma mai dimenticato cocktail sangue, polvere e brecciolino.

Una sola frase era sufficiente a farlo smettere di urlare e piangere, una frase così semplice da risultare quasi magica:

Solo le femminucce piangono.

Vi era anche una versione in voga tra i grandi più omofobi:

le donne e le checche piangono, gli uomini no!

Allora se l’educazione dei bambini era questa, com’è che siamo passati dall’uomo che non deve chiedere mai all’uomo che frigna e piange di continuo come un bambino bizzoso.

Come siamo arrivati a questo omicchio che non perde occasione di raccontarci quanto sia di animo sensibile, quanto sfortunata sia la sua vita ecc. ecc.

Intendiamoci, l’uomo denim che non deve chiedere mai, al ristorante si mangia i peggio troiai, sempre che non venga buttato fuori prima, perché sta lì delle ore senza chiedere il menù ed ordinare qualcosa al cameriere.

Questa spinta, questa voglia di mettere in piazza le proprie debolezze, le proprie mancanze e figure di merda plateali mi sembra tanto una voglia di protagonismo, una disperata e malata ricerca d’attenzione.

Semplice bambino non cresciuto che fa finta di essersi fatto male o di avere la febbre per attirare l’attenzione e le coccole della mamma, nonché meno gradito uno sguardo ‘ma sarà davvero mio sto frignone di figliolo?‘ Da parte del babbo.

Il meccanismo più ho problemi più vengo considerato è molto diffuso, il mondo è pieno di malati immaginari che si lamentano di continuo e di malati purtroppo reali che vivono in dignità e silenzio il proprio dolore.

Purtroppo la colpa se così possiamo chiamarla è dei genitori o di uno dei due, a volte più debole, a volte semplicemente più ignorante di come funziona l’educazione di un bambino/a e di come il cuore troppo tenero di solito produca delle piccole pesti frignone maligne e viziate prima e degli uomini deboli lamentosi e spesso subdoli dopo, una volta cresciuti.

Mezzi uomini incapaci di avere qualsiasi relazione sana con una donna perché non cercano una compagna alla pari, quanto una sostituta figura materna che comprenda e sia sempre pronta a scattare e commuoversi per le loro immani (finte)sofferenze.

Patetici!

Con internet il fenomeno io sto peggio di te(ma veramente io sarei morto! Ed io morto sepolto, zombi e rimorto! Ok va bene a questo giro hai vinto tu, ma sto studiando tutte le malattie rare e vedrai che la prossima volta stupirò tutti con i miei tristissimi discorsi spaccapalle), ha raggiunto livelli stratosferici, l’anonimato, la mancanza della faccia dell’altro che ci suggerisce chiaramente che stiamo esagerando, produce lamentele e rompimenti di coglioni a non finire, da parte di chi pensa di essere l’unico essere sfortunato e degno di attenzione al mondo..

Sarei curioso di sapere quando è passato di moda, quando è diventato sfigato il fatto di essere un uomo che si spacca in quattro per mantenere un decoro, una parvenza di normalità per non gravare le altre persone con i suoi problemi personali, secondo il famoso motto “i panni sporchi si lavano in famiglia“.

Quando è diventato normale raccontare non richiesti i cazzi propri a tutto il mondo con il megafono, andare in TV ad offendersi tra partner genitori e figli, parenti e vicini.

Quando è diventato cool raccontare su internet tutte le nostre mancanze, figure di merda e problemi spesso immaginari.

La femminilizzazione della società con i suoi ruoli invertiti, inizia sempre dall’esempio dato ai bambini:

prima avevano un modello di uomo con onore ed oneri, ora vedono spesso solo la brutta copia della mamma.

Un uomo sprovvisto di testosterone, mancante delle sue qualità intrinseche dell’essere maschio, non può generare attrazione in una donna sana ed ancora di meno sviluppare un vero carisma interno che produce effetti reali e positivi sulle persone che lo circondano.

Contrariamente a qualsiasi logica, anche questa tipologia di uomo che cerca una figura materna e non fa altro che piangersi addosso, riesce in qualche caso a trovare delle donne.

Sono le donne infermiere che pensano o come è sfortunato lui, ci penso io ad alleviargli le sofferenze, oppure sono le mamme mancate, donne che invece di avere una relazione sana e paritaria con il partner, si accontentano di avere un bambino frignoso intorno.

Spesso queste tipologie di donne sono masochiste senza saperlo:

loro riusciranno ad alleviare le sue pene, loro riusciranno a farlo cambiare, le altre non si sono impegnate abbastanza…

Già questo fatto sostituisce varie frustate nella schiena come masochismo, ma il paradosso finale è ancora più punitivo:

a) se non riescono a migliorarlo continueranno ad oltranza buttando via anni preziosi della propria vita

b) nel caso improbabile che riuscissero davvero ad eliminare i suoi problemi, ad alleviare le sue pene, ecco che il tipo di uomo che è venuto fuori non gli piacerebbe più, quindi lo lasceranno per iniziare di nuovo il ciclo masochistico con un’altra nuova caricatura di maschio.

Dobbiamo allora diventare tutti insensibili, uomini che non devono chiedere mai(o quasi), uomini che non esternano i loro problemi gridandoli ai quattro venti?

No, è giusto essere sensibili, emozionarci, ma con un certo decoro, restare dentro certi limiti e solo per ragioni valide, non perché si è spezzata l’unghia o il parrucchiere non ha posto la sera del party più famoso dell’anno.

Certo che anche un uomo può versare delle lacrime, la morte di un parente, di un amico è quanto di più devastante ci sia, ma da qui a piangere per ogni minima cazzata, ogni minimo ostacolo che troviamo sul nostro percorso ce ne corre parecchia di strada.

Nessuno vieta di farlo, in fondo come suddetto ci sono donne che amano questa tipologia, ma non sperate di trovare donne sane, top, di alto livello come vostre partner.

Esiste un problema di percezione, se qualcuno che non ha mai pianto in vita sua versa una lacrima, quella goccia salata ha un potere spaventoso, un significato alto che non squalifica chi l’ha versata, ma anzi lo eleva e lo fa ancora di più uomo con le palle quadrate.

Lo stesso vale per raccontare pubblicamente le proprie debolezze, errori, figure di merda plateali:

se un seduttore strafigo racconta di come ha preso un megapalo da una nemmeno tanto carina, l’aneddoto è divertente, aumenta il suo fascino e tante altre belle cose.

Lo stesso identico fatto raccontato da uno che non batte chiodo dalla precedente reincarnazione ha tutt’altro scarso valore.

L’autoironia come abbiamo già visto parzialmente nel post “Come rovinare una perfetta serata con lei” è una grande arma se saputa usare bene, ma solo alcuni possono usarla senza sputtanarsi ulteriormente, in poche parole il meccanismo è questo:

puoi autosputtanarti solo nei campi in cui vai bene, meglio ancora se eccelli, in settori dove è palese il tuo essere di un’altra categoria, altrimenti chi ti ascolta non troverà nessuna ironia nelle tue parole, ma solo una conferma della tua sfigataggine che aveva già intuito al primo sguardo.

Sergio

sergio@fireofman.com

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