Carisma e seduzione: Metafore e storie, il vero potere delle parole

Sfruttare al meglio le parole per lasciare segni tangibili nella mente di chi c’ascolta

Ho già velocemente parlato nei post sul Carisma di come Metafore, storie e similari sono tra i più potenti strumenti a nostra disposizione per aumentare la percezione che gli altri hanno del mostro carisma e come tale uso può fissare indelebilmente nella mente di chi c’interessa l’immagine di noi che vogliamo dare.

D’altronde già duemila anni fa un noto hippie capellone usava delle parabole per tramettere concetti difficili da comprendere; così complicati che infatti non sono stati capiti e la chiesa ha fatto tutto il contrario, forse non era poi così bravo nel raccontarle come pensava…

Intanto vediamo di capire perché sono così potenti, cosa le rende talmente importanti che politici, pubblicitari ed ogni persona che tenta di trasmettere un messaggio o di convincere singoli o gruppi ne fa un uso costante?
Primo perché come anche le storie, novelle ed allegorie varie, la metafora è più facile da ricordare e quindi il loro uso diminuisce la probabilità che chi c’ascolta dimentichi quanto detto ancora prima che abbiamo finito di parlare.
Secondo perché il decifrare le informazioni che ci giungono sotto forma di normale linguaggio ha un area apposita nel cervello solitamente usata per i processi razionali coscienti; tutto cambia quando la frase è sotto forma di metafora:
l’area del cervello che si attiva è legata alle situazioni affettive legate agli eventi eventi ed anche alle emozioni(fonte); non solo, l’area che si attiva nel cervello è molto più grande rispetto al linguaggio che di metafore ne è privo.

Quindi è facile capire come le metafore vengano immagazzinate ad un livello più profondo, più personale e meno cosciente, arrivando ad assorbirle direttamente senza che la nostra mente le filtri, vengono prese per buone, come delle verità assolute che non c’è bisogno di mettere in discussione.

Imparare ad usarle nelle giuste situazioni e calibrandole in base a chi c’ascolta dato che la metafora deve essere compresa, altrimenti perde tutto il suo potere, reenderà la nostra conversazione molto più incisiva:
come sempre non serve parlare molto, ma ascoltare prima e dire la cosa giusta poi.
Usare metafore, storie, similitudini ed allegorie eleva la qualità del nostro discorso, invece che volare rasoterra come galline che solo dopo pochi metri ricadono pesantemente al suolo, ci libreremo come aquile verso maestosi picchi sempre più alti.

Visto come sopra ho usato la costruzione della frase?
Rende l’immagine del miglioramento di cui beneficeremo molto più vivo, come è viva e potente l’immagine di un’aquila rispetto ad una gallina; facendo questo sarà più facile capirne il senso, il concetto che vogliamo trasmettere, sia far memorizzare agli altri/e ciò che diciamo.

Politici e pubblicitari hanno ben capito la tremenda forza che alcune figure retoriche hanno quando usate nel modo giusto, dato che trasmettono immagini vivide e persistenti nella mente di chi le riceve.
Ora senza arrivare agli estremi dei politici che operano molte volte solo per il loro tornaconto, o dei pubblicitari che lo fanno per vendere di più prodotti non sempre da comprare, possiamo anche noi rendere le nostre parole più pesanti(le parole non pesano, è un’altra figura retorica quella appena usata, ma tutti voi l’avete compresa in pieno ed anzi ha dato maggior qualità a quello che dico) inventando in base all’occasione ed alla persona o strafiga che abbiamo davanti qualcosa che stimoli la sua immaginazione.

Prendiamo un esempio banale:
Sergio il vostro autore preferito è un divoratore di libri.
Cosa intendo, forse che ad un bel panino con il prosciutto di cinta, preferisco il fare colazione prendendo a morsi veloci e rabbiosi oggi la Divina Commedia, domani la Gerusalemme Liberata e quando proprio ho fame gli oltre 20 volumi della storia della mia vita di Casanova?
Certo che no, sarebbero letture indigeste(eccone un’altra sempre rapportata al leggere/cibo), quello che voglio esprimere come chiunque ha capito è che leggo velocemente e senza pause in modo rapido, compulsivo, quasi “malato” come uno che non mangia da giorni fa appena trova del cibo.

Anche i giornali come i politici e non potrebbe essere altrimenti dato il servilismo imperante fanno un uso costante di figure retoriche, vediamone una:
scrivere branco, fa certamente più impressione di dire 6 persone, non solo, sentiamo branco e automaticamente e a livello inconscio la nostra mente collega con i di lupi, qualcosa che per migliaia di anni è stato visto come negativo, pericoloso, maligno, un qualcosa che incute una paura ancestrale e non ha pietà; l’immagine che si crea nella nostra mente appena sentiamo dire branco è quindi fortissima, atavica come lo sono gli archetipi fondamentali che tutti ancora abbiamo nel nostro inconscio.

Il potere che ha una storia raccontata attraverso storie, metafore similitudini od altre figure retoriche è 10, 100, 1000 volte più forte e potente che usare un linguaggio semplice descrittivo dove non sia in qualche modo stimolata l’immaginazione e la parte inconscia del nostro essere; parlando, facendone uso quotidianamente vedremo aumentare l’attenzione riservata alle nostre parole e la considerazione data alla nostra persona in generale, in breve aumenterà il nostro Carisma.

Come detto in altri post e come da me ripetuto anche per altre cose, non chiedo di credermi sulla parola, ma provate, testate tale modo di parlare e vedrete; quando senza ombra di dubbio avrete notato migliorare la vostra conversazione, portate il test ad un livello ancora più elevato, provando a cambiare una parola, la struttura della frase o la velocità con cui la dite, le pause, la tonalità il rimarcare particolarmente una o più parole chiave possono aumentare x10, x100 il loro già grande potere di rimanere nella mente di chi c’ascolta(…la voce è la chiave).
Sergio
fireofman@fireofman.com

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